mercoledì, maggio 20, 2009

Sensazione, il sedimento

Innamorarsi è la follia più bella che possa capitare. Non mi stuferò mai di dirlo, e non mi stuferò mai di scrivere passi in cui questo venga tracciato.
E' certo, però, che è anche il passo più emotivo, quello che s'esaurisce nel tempo di un attimo. Un giorno, una notte, un altro giorno, e ti ritrovi ad essere più vuoto di prima. Perchè riempie talmente tanto che poi, mano a mano che svanisce, l'involucro non riesce a tornare alle origini, rimanendo dilatato, svuotato, come un sacchetto prima riempito d'acqua e poi bucato. Che si sgonfia, e finché non viene rammendato, non trattiene niente, si rilascia andare, è inutile. Si raggrinzisce appicicato dai rimasugli rimasti sulle pareti interne.

Ho figurato il mio innamoramento in Madeleine, l'ho trasformata nel personaggio di cui sarò eternamente innamorato. L'ho resa così incredibilmente affascinante da diventare una sensazione, un sogno che ha l'inizio e la fine. L'ho resa talmente vera da diventare finta, persino a me che l'ho pensata come l'ho descritta.

Perché l'innamoramento è un qualcosa che sfugge alle dinamiche umane. E' solo l'ennesimo scherzo del nostro animo: talmente bello da volerlo a tutti i costi, ogni momento, lasciando passare quegli attimi come unici e irripetibili. Poi, quando meno te l'aspetti, scompaiono, e ricominci a cercare.

Ogni persona che conosco, durante i giorni, mi pare che viva tutto questo con una declinazione diversa. Sappia come vivere quel modo d'esser in maniera originale, bella, ammirevole. Sguardi, voce, gesti, posizioni, atteggiamenti. Ogni cosa diversa, ogni cosa così ammirevole, così nuova. Così attraente. Non riesco a non voler comprendere tutto questo. Come poter lasciar andare quelle sensazioni, lasciarle posare sulla superficie dell'anima, lasciando che quell'esplosione diventi quieta, che la passione diventi affetto. Se Dio avesse voluto l'uomo perfetto, forse l'avrebbe voluto perennemente innamorato. Dato che l'uomo è imperfetto, allora tutto passa, si deposita, ma l'imperfezione no, non è quella, l'imperfezione è il continuo ricercare quell'esplosione.

Quel non voler crescere, quel fermare il tempo. C'è della malinconia? Certo. Perchè l'innamoramento scatena la voglia di cambiare, di abbandonare, di partire e di non tornare, di regalarsi, di nuovo, ad altri, ad altre. Ma non per egoismo, ma solo per amore. Perchè ami l'amore, lo ami talmente tanto che sei pronto a tutto, anche al sacrificio. Di tutto, del passato, dei ricordi, la gente intorno a te. A costo di procurare dolore, per amore.

Non so se sia egoismo, il mio, ma non vedo altro che bellezza.

Poi però mi guardo intorno, e io, per primo, non riesco, seppur sia la strada più giusta (attenzione, più giusta, non più bella) a fermare il mio modo di vedere le cose. Ad amare il sapore della sensazione, al non arrendermi al fatto che il sedimento si imponga, che mi sfugga dalle dita, mi lasci con il sapore dell'abbandono, più che dell'affetto, quello sincero, quello splendido e giusto di un sano amore.

Sono ancora in fuga, e devo solo arrendermi all'evidenza che la bellezza è tale solo perché finita.
Però, quanto è meraviglioso, ricominciare, ogni volta.

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