giovedì, maggio 07, 2009

Vita di tutti i giorni - Parte 3

La mattina apri sempre gli occhi prima che la sveglia suoni. Capita perché non riesci tanto a dormire.

Pensi al fatto che la macchina non va come dovrebbe e che i soldi non sono quelli che servono per cambiarla. Ti eri già svegliato verso le 5, quando quei passerotti che abitano nell'albero di fronte al tuo balcone hanno cominciato a cinguettare. Però non hai avvertito fastidio, anzi. Ti è sembrato che fosse ancora come vent'anni fa, quando abitavi in un paese e non in una città.

Ti alzi e fai colazione ascoltando musica acustica.
Ti vesti, indipendentemente se indossi una camicia o una maglietta il problema è che ti senti sempre troppo brutto.

Esci e ascolti alla radio il tuo Paese andare a puttane, mentre guidi con un occhio alla strada e un orecchio al rumore che fa il tuo motore. Vai al lavoro e lavori intensamente come forse non t'è capitato da anni. Lavori consapevole d'esser diventato uno dei tanti, anche se tu ti senti qualcosa di più che uno dei tanti. Che ti senti un po' speciale, e non sa il perché: forse perché hai sogni che consideri talmente belli da non poter essere uno qualunque. Quando arriva la fine del turno, riparti.

Mangi al volo, mentre sei nel tuo secondo posto di lavoro. Lavori e lavori, anche lì come mai ti è capitato di fare, perché cazzo come ci tieni a fare un passo in più, come quelli che non si accontentano mai di vincere una sfida, ne vogliono sempre un'altra, perché vincere una volta è bello ma due di più. E lavori, e sogni, e mandi curriculum e sogni ancora, poi ripensi e lavori, ti mangi qualche vaffanculo ma non lesini i sorrisi. Ripensi ai tuoi sbagli e a prescindere, ti convinci che nonostante tutto quello che hai è tutta roba del tuo sacco. Che per poco che sia, è tutto ciò che hai guadagnato nel tuo cammino.

E quando viene l'ora di uscire, sogni un pò di vincere al superenalotto un pò che arrivi una proposta di lavoro, un pò di sposarti un pò di avere la forza di tenere tutto stretto a te.

Sogni di non mollare mentre senti il caldo dell'estate sovrastare, con il passare delle ore, il fresco della primavera.

E' il tempo che passa, i ricordi si accumulano, ma davanti a te c'è sempre un nuovo desiderio, perché non si può arrestare, il tempo del cammino.

E torni a casa, stanco, tanto stanco da non sentire altro desiderio che arrivi il venerdì e la pizza di tua madre, il raccoglimento di una messa in mezzo agli anziani, una passeggiata in solitaria cercando un modo di vincere un'altra volta l'ennesima sfida.


Ripensi, mentre cucini, mentre guardi la tv o giochi l'ennesima partita a pallone, mentre ti sdrai, mentre parli di un mondo da cambiare con altri che la pensano come te.

Ripensi mentre ti addormenti, ti giri nel letto, pregando che il giorno dopo sia quello buono.
Sperando che i tuoi 27 anni non siano stati bruciati, che il tuo vivere non sia stato uno spreco ma un altro modo di compiere un miracolo, che l'affetto che hai bruciato non sia rimasto polvere e che quelli che hai deluso un giorno possano ricredersi solo grazie a ciò che dimostrerai sul campo.

Passando per l'ennesimo giorno della tua vita, apparentemente così uguale agli altri, ma nei fatti, così pieno di umile, sentita, mai banale, speranza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

non sei sprecato, sei speciale come tutti i tuoi compagni di quel campo in montagna dell'ormai lontano 1994 (ti ricordi di pistillo?)...
io elui siamo con te, in qualunque momento vorrai