lunedì, giugno 22, 2009

Because of you - Life in technicolor part 7

C'è il desiderio, in ognuno, che le cose vadano come si sogna. Lo stesso vale per le persone. Per quelle con cui vorresti passare la vita. Siccome però i sogni sono asettici, o meglio, confusi e ingovernabili, di solito si prendono e si strutturano. Si rielaborano. Si reimpostano. Si immaginano tante e tante volte. Poi alla fine non sono più sogni, ma solo immagini.

E dato che l'immagine è tutto, provo a vederla lungo la linea dell'aspirazione, del desiderio personale che si tramuta, lentamente, in progetto, in qualcosa che s'allarga oltre il limite delle previsioni e diventa ferrea volontà.

E in tutto questo, molto importante viene ad essere l'apporto dell'altra metà. Della compensazione che solo un compagno, o una compagna, possono darti.

Da qui parto per guardare tutti i miei sogni. Dove trovo, sempre, in ognuno, un viso. Un corpo. Occhi, capelli, labbra. Movenze e tempi. Voce ed espressioni. Ovunque sia quell'immagine, ecco che spunta in primis il senso di pienezza. Poi la serenità. Poi il dolore per la consapevolezza che è solo un'immagine, un sogno appunto. Poi, la sensazione che ancora si possa fare qualcosa per trasformare tutto in realtà.

Madeleine è stata, per chi non avesse seguito i post passati, la protagonista che più ho nominato. Ebbene, lei era una forma perfetta. L'ho potuta far muovere nelle strutture più disparate. L'ho fatta muovere in tutto ciò che immaginavo. Poi, lentamente, lei è diventata talmente perfetta che lentamente, mi è sfuggita.

Ora quella forma perfetta si ripete. Nasce da un sogno. Nasce da me che in esso ho riposato per tanto tempo. E prende spunto dall'ennesimo modo che ha avuto Madeleine di entrarmi in mente, di stravolgere oltre che il mio vivere quotidiano, anche di pensare i miei sogni. Li ha resi improntati sulla serenità, di nuovo. Li ha trasfigurati, rientrandoci lei, prepotentemente e anche con dolcezza.

Sarà l'ennesimo modo di rendere la mia una forma di fuga. Scappare dal resto. Dalla macchina che ti lascia a piedi. Dalla felicità altrui che si contrappone alla tua scarsa propensione all'essere sereno. Dalla mancanza di idee per il futuro. Dall'insoddisfazione che i miei sentimenti sentono ormai da troppo tempo. O forse, dal fatto che non sarò mai in grado di decidere di inseguire quell'immagine che ho di Madeleine, così irraggiungibile. Così perfetta. Così lontana eppure così presente.

Tanto perfetta che forse scapperà, un giorno.
Ma fino a quel giorno, il suo pensiero renderà tutto il resto inutile e me, schiavo della consapevolezza che non sarà mai mia.

(nb: "Life in technicolor", anche con la foto in bianco e nero)

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