venerdì, giugno 19, 2009

Grazie a Dio è venerdì - Life in technicolor part 6

Avevo deciso di scrivere un post sull'argomento Facebook, per tenere la mente occupata da un paio di pensieri. Ho cominciato così:

"C'è da dire che Facebook è una grande invenzione. A volte, ci stai per ore senza capire perché. Test. Chat. Poi gruppi che cominciano con "Quelli che..." e una cosa improbabile che ha il sapore dell'amarcord e insieme della stupidaggine. Oggi fra i vari gruppi che ho visto in home, uno recitava: "Quelli che... hanno fatto accoppiare almeno una volta Ken e Barbie", con la foto dell'0mino di plastica che pecorizza la povera dea della Mattel. Poi ci sono gli status. Io ad esempio non so mai che scrivere, e talvolta mi capita di scrivere cose che capisco solo io. Anzi, sempre. Tanto che un mio compagno di squadra, un giorno, viene mi fa: "Oh ma io non capisco mai un cazzo di quello che scrivi su Facebook, che frasi metti?". Ho risposto "anche io" e la cosa s'è chiusa così. In molti mettono sullo status: "XY comincia la sua giornata...", piuttosto che con un "XY è a metà della giornata ed è già stufo", il più delle volte quest'ultima versione accompagnata da tanti attestati di stima, condivisione e solidarietà. Ci sono anche quelli che mettono un "XY domani è venerdì!!!!", senza tener conto che lo spazio status è pensato per la terza persona. Io penso che Facebook sia una bella invenzione, sì. Mi fermo a quelle frasi, però. A quei modi di puntualizzare il tempo. Che sanno di luogo comune e di lingua di tutti i giorni. Di parlata tanto per, qualcosa che si dice così almeno tutti sanno che."

Dovevo ancora toccare l'idea di postare i miei post su Facebook, cercando di cercare lettori. Poi ho visto che avrei scritto una frase così e ho lasciato perdere. Ma non solo per questo ho sospeso.

Questo post non sarei mai riuscito a portarlo a termine. Perché da un po' voglio cambiare argomento, vorrei sciacquare via il tema portante. Vorrei smettere di pensare al solito. Però non ce la si fa. Pensi solo a quella declinazione, pensi che vorresti scrivere qualcosa che possa in qualche modo riferirsi a quell'argomento, facendo sì che anche nell'occasione che t'eri prefissato di svuotare il pensiero, facesse capolino quella cosa.

E senza che ci si possa opporre, la cosa s'esaurisce così. Senza argomenti. E ripensi ai giorni passati. Ripensi alla settimana battuta dai fatti di ogni giorno. A ciò che è capitato senza che, sullo sfondo, quel paio di pensieri riuscissero a prendere il largo.

E arrivi al fondo che anche provando a cambiare argomento, il tuo umore finisce sempre lì. A quel paio di cose che per un po' ti rimarranno in testa.
Stanotte ho dormito e ho sognato tanto. Ho sognato anche quel paio di cose, però in una declinazione positiva, alla lieto fine, tanto per dirla tutta. Ed è stato bello.

Allora penso che domani mattina dormirò quell'ora in più, e ringrazio il Cielo che sia venerdì e che domattina possa dormire tranquillo, affinchè ci sia la possibilità che da pensieri fissi malinconici del giorno, quel paio di cose diventino, nella fase REM, immagini di perfezione della notte.

E' un bel pensiero, per uno che pensa al week end come al riposo. Un po' come un bambino che pensa d'andare a letto e trovare il suo orsacchiotto di pezza. Solo che al posto della stoffa qui c'è un bel carico di speranza.

1 commento:

Sara ha detto...

e fai bene diamine!
tieniti stretto quel bagaglio di speranza e costruisci pezzo dopo pezzo il tuo futuro.

P.S: Adoro Life in technicolor..da impazzire