giovedì, luglio 02, 2009

2012 motivi per - Life in Technicolor part 15

Stamattina, mentre ero al lavoro, ho avuto come il presentimento che il tempo fosse troppo veloce per me.

Sarà perché ieri sera ho visto un programma dove Ruggeri Enrico, professione cantante, presentava il 2012 come l'anno della fine del mondo. Oppure perché, semplicemente, questa settimana è andata troppo in fretta e pazienza se la velocità mi abbia risparmiato il rompimento dei tempi morti lavorativi.


Mi è venuto in mente che 10 anni a quest'ora ero fra la quarta e quinta superiore. Che c'era mia nonna e che l'estate sarei andato dappertutto tranne che a lavorare. E che il tempo sembrava più lento.
Una mia collega, stamattina, parlava del figlio che cresceva, dell'esame di terza media. Parlava come parlava mia madre quando parlava di me a 14 anni.

Mi sono reso conto che non c'è nulla di diverso, solo che, oggi, è più facile che mi si chieda se ho figli rispetto a se ho fratelli.
Il tempo fugge, e secondo i Maya fugge fino al 21 dicembre 2012, quando tutto sarà terminato come in un film dove Schwarzenegger fa il robot.

Pensavo che ammesso e non concesso che finisse veramente quel giorno, il tempo passa tanto in fretta da lasciarmi di stucco. Tanto che non mi lascia capire veramente che cosa stia capitando.
Che la gente intorno a me scorre. Che tutto passa. E che piano piano, le persone intorno a me cambieranno. Prima o poi, quella fila che mi vede in fondo, mi vedrà in cima. A capo del gruppo.

Forse è stupido. Forse è da repressi. Forse è semplicemente umano.
Essere irrequieti perché si apprende, ogni giorno, che quel giorno è concesso. Che anche il timbrare un cartellino, salutare uno che non conosci ma che lavora con te, accendere la macchina, mangiare la verdura cotta al bar, spegnere il computer, bere l'acqua dal boccione. Poi c'è quello di cui parlo sempre: sognare, amare, pensare, scrivere etc.

Però anche i gesti più stupidi in quest'ottica prendono un'altra piega.
Stanotte pensavo un po' a questo un po' al fatto che un'amica, ieri, mi ha detto che amo troppo la perfezione dell'Amore per accettare un qualcosa di normale. E' vero. E' questo che mi mette in difficoltà rispetto alla Vita. Ma che spinge anche per raggiungerla.

La Vita. Quella che vorrei vivere. Ed ecco che ho capito che il tempo scorre veloce perché mi piace lavorare per costruirla. Perché se scorresse lentamente non saprei apprezzare quello che c'è intorno.
Poi scopro la paura. Di perdere le persone. Di perdere quel mondo che mi ha accompagnato fino a qui. E sento una tristezza che non saprei fermare fino a che penso al fatto che tutto non può finire così, con un passaggio, un saluto. E che in fondo, prima o dopo, ci si reincontra sempre.

Sta di fatto che il 2012 alla fine è distante poco più di 3 anni e che, a prescindere se sia vero o falso, tutto quello che c'è intorno a noi vale la pena di gustarlo. Anche gli amici su Facebook. Anche la precarietà, che esalta il carattere. Anche le rinuncie. Anche il turno e il fatto che la notte, pensando alla tua indecisione, non dormi. Anche agli amori che non vuoi e a quelli che non puoi avere. Anche il senso di colpa di mangiare un gelato quando sei a dieta. Anche il dolore della consapevolezza. Anche Berlusconi e D'Alema&Bersani. No, vabbè, magari loro no.

1 commento:

alleebbasta ha detto...

ciao! hai ragione, più o meno quello che ho pensato anche io stamattina...