lunedì, luglio 06, 2009

Arrivi&Partenze - Life in technicolor part 17


L'aereo è una metafora scontata. Eppure è azzeccata, per parlare dell'andare e del tornare. Come il treno. Come la strada. O come una porta che si chiude.

Ieri ho pensato tutto il giorno che quando uno arriva in un posto nuovo, parte contemporaneamente. Per il futuro, per ciò che lo aspetta nel posto nuovo. Come quando sale sul mezzo, che è arrivato alla fine di un viaggio e si prepara per imbarcarsi in quello nuovo.

L'arrivo e la partenza sono simili. Vanno insieme, di pari passo, senza che uno lasci l'altro in pace. Sono antitetici ed egualmente indivisibili.

Se poi ci assommiamo altri opposti indivisibili, qualcosa che non può esistere senza l'altro, tipo amore-odio, sole-luna, giorno-notte, caffè-latte, nutella-dieta, D'Alema-Berlusconi e cose così, scopriremo che l'equazione che attendiamo con impazienza di risolvere in realtà non si può che risolvere con uno zero: ovviamente, il calcolo in questione è: partire o arrivare? Cioè, fuggire o rimanere? Arrendersi o lottare ancora?

Io personalmente non ho molte risposte, nè per me, nè per voi. Io di solito lotto sempre, ad esempio, ma devo arrendermi all'idea che talvolta la lotta è persa in partenza. Al contrario, quando decido di fermarmi, di arrendermi, scopro che la lotta è possibile anche da inginocchiati.

C'è chi ama talmente tanto un luogo lontano che tende a renderlo parte di sè, interiorizzandolo fino a farlo diventare un modo d'essere. In questa maniera, il mondo circostante è in equilibrio, la partenza e l'arrivo, per certi versi, sono contemporanei e perpetui.

C'è chi ama talmente tanto una persona che tende a sentirla in ogni attimo, poi sente che la perde e quando questa sensazione esplode, tende a tornare indietro, a tralasciare la partenza. Cosicchè l'arrivo è coincidente con il punto di partenza, il viaggio è stato compiuto, ma il risultato è un altro lato dello stesso punto da cui s'è incominciato.

Arrivo&Partenza fanno la differenza solo quando una prevarica l'altra o viceversa. Nel caso in cui una delle due vince, ecco che la Rivoluzione è completa. Come se in un secondo lo Zeitgeist predominante si ribaltasse, tutto di un colpo.

Ecco, forse è questa l'impossibilità dell'uomo. Staccare partenza&arrivo. Partire senza tornare. Arrivare senza guardarsi indietro e provare, anche solo un secondo, la voglia di tornare indietro.

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