venerdì, luglio 17, 2009

Frida - Life in technicolor part 26

Frida è nata il 25 novembre del 2008.

Si chiama così in onore di Frida Kahlo.

E' un bassotto a pelo duro di razza, sua mamma ha il pedigree e anche suo papà. La sorella fa già concorsi di bellezza per cani, dice l'allevatore che l'ha fatta nascere. Frida è un cane vivace e molto socievole. Quando mi vede arrivare a casa di mio papà, mi guarda dalle fessure del cancello, mi punta con quella posizione tipica dei cani da caccia, poi si mette a saltare. Quando mi corre incontro, di solito, si piscia addosso dalla felicità.

La fase del salto dura circa un paio di minuti, che mi vedono impegnato a cercare di calmarla con
delle carezze che il più delle volte non riescono ad andare a buon fine, dato che non riesce a star
ferma. Intanto, cerco il suo osso di plastica blu nel giardino, dato che Frida è abilissima a correre a cercare le cose che gli si lanciano, in particolare quel vezzoso articolo per cani.

Quando si mangia, lei si ferma sotto la mia sedia e mi guarda. Mi chiede, senza parlare, un grissino o qualche crosta di formaggio. Io gliela lancio poco più lontano da me, in modo che nel movimento possa smaltire anche ciò che mangia fuori pasto: i bassotti, infatti, devono avere una dieta ferrea per non incorrere nel rischio di infarti o tachicardie.

Frida ha uno sguardo molto efficace. Mio padre dice che è ruffiana, io credo che sia proprio affettuosa. Vuole sempre stare in braccio, e fa di tutto per farlo capire. Allora, anche se sto ancora sorseggiando del vino a fine pasto, o sono al caffè, la prendo lo stesso e le gratto la testa e il collo. Lei apprezza molto, dato che si lascia andare sul mio avanbraccio a una sorta di dormiveglia canino, che prevede solo lo scodinzolamente lento e il respiro profondo. Poi, di scatto, si sveglia, mi lecca la mano, la mordicchia, si inizia a muovere facendomi capire che vuole scendere.
Allora io la poggio per terra e parte in quarta, fino a tornare pochi minuti dopo per lo stesso iter.

Frida ha occhi profondi. Li ha quando gioca con il pallone di mio fratello, quando corre dietro a una farfalla in giardino, quando la sgridano perché morde il tavolo, quando osserva vicino a me ciò che si vede dal giardino di mio padre. Io quando la guardo penso che tutto ciò che fa sia sincero. Credo che se Frida fosse un uomo non sarebbe un'opportunista. Nè un puttaniere, nè un menzoniero. Non smetterebbe mai di sognare e di raccontare i suoi sogni. Non sarebbe in grado di peccare d'omissione di soccorso nè di tradimento. Credo che Frida non approverebbe mai la costruzione di un inceneritore o di una centrale nucleare. Credo fermamente che Frida sarebbe un'ottima compagna a scuola, di quelle che aiutano gli amici a fare i compiti.

Frida è solo un cane, e io probabilmente sono un pazzo a vedere tutte queste cose in lei. Sarà che, quando ci gioco insieme, quando la tengo in braccio, quando si addormenta ai miei piedi e quando vado via, sembra che in lei vi sia affetto. A prescindere da cosa si faccia, c'è solo quello. E la stessa cosa non posso dirla di tante persone che conosco da tanti, tanti anni.

Forse esagero. Forse no.

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