venerdì, luglio 03, 2009

Il dubbio - Life in Technicolor part 16

Quando si ha un dubbio, di solito, si sente dentro qualcosa che corrode.

Ci si sofferma sulle conseguenze. Si valuta senza riuscire a fare più di un passo avanti, anche perché si fanno due passi indietro.

Il dubbio è stato uno dei più bei film del 2008, credo. Non tanto per il fatto che sia recitato da
Meryl Streep quando per il fatto che alla fine, emerge solo la lacerante sofferenza del non sapere, dell'ignorare.

La sofferenza può raggiungere punte insopportabili. Tipo il non riuscire a dormire. Il non mangiare. Il non bere o il bere troppo. Fumare tanto. Essere sempre deconcentrati. E, ovviamente, rimanere immobili.

Tutto questo è il dubbio. Una sorta di palese debolezza umana che attanaglia tutti, prima o poi, e che forse rimane in tutti, sempre e comune.

I dubbi maggiori riguardano l'amore. Quelli più fastidiosi riguardano o l'ultimo attaccante da schierare nella propria formazione del fantacalcio il sabato pomeriggio o l'ultimo risultato da segnare sulla schedina. Quelli meno facili da risolvere, quelli riguardanti la Fede. Quelli impossibili da risolvere, quelli riguardanti i dualismi. Poi ci sono quelli stupidi, come quello se voltarti a guardare una persona che ti piace, o se prenotare una vacanza che potrebbe scompensare la tua vita. Alcuni dubbi sono ricorrenti, come quello se il tuo lavoro sia proprio quello per te. Altri, risolti una volta, li hai risolti per sempre.

Io ho un sacco di dubbi, ma soprattutto uno: riuscirò un giorno a non avere più dubbi?

1 commento:

Erica ha detto...

no. fino a quando smetterai di scrivere, parlare, e pensare.
se vogliamo, anche respirare.
gli assolutismi, le certezze, uccidono.
i dubbi, danno vita, possibilità.
chi ha dubbi sta nel bene.
evm