mercoledì, luglio 29, 2009

Il futuro - Life in technicolor part 35

La scena è questa.
Sono le 17 e qualcosa; seduto su una sedia, o meglio, scomposto su una sedia, osservo il frutto del mio lavoro, nel monitor del mio pc.

Ripenso a oggi, ieri e ieri l'altro. Guardo fuori, e penso a oggi, domani e al domani che verrà.

Ieri e domani si incrociano a metà strada, dove il mio sguardo incontra, guarda un po', una libreria. Mi sono sempre piaciuti i libri.

Oggi è il 29 - ho contato bene? - luglio.
Incomincio a pensare.

L'estate è ormai nel pieno, inoltrata. Ognuno può leggergi quello che vuole nell'estate, dato che per molti l'estate è solo un tormentone cantato dal
Bob Sinclair, un costume di Calzedonia, un'immensa scopata ritorno a casa, una partita a pallone, la spiaggia, una passeggiata in montagna, e ancora, i rimpianti, i dieci anni prima, la combinazione e il mondo-quanto-è-piccolo-anche-tu-qui-ma-che-bello!, le bocciature e i redivivi esami di riparazione, le lasciate perse e quelle ritrovate, il sole che si riflette sul finestrino e la Liguria che sembra più vicina, la terrazza di un hotel, il trofeo Birra Moretti e le Moretti effettivamente bevute, le maledizioni per non esser andato di là e per esser venuto di qua, il ringraziamento per l'ennesimo prestito danaroso che ci permetterà il tanto desiderato riposo, i ricordi che non sembrano andar via.

In fondo sono le stesse cose che vedo pure io. Tutte insieme, però.

Personalmente ci aggiungo però anche Louisiana dei Litfiba, la Calabria che non c'è più, i nonni che invecchiano, i cugini che erano amici, gli amici che non vorrei deludere, quelli che mi mancano, le paure per l'autunno che ha messo più di un piede dentro la mia stanza, l'indecisione e la scelta, la nostra tenda che chiamavamo affettuosamente "l'animale col pezzo", i desideri legittimi e quelli meno, l'iPod che non conterrà mai troppe canzoni, le foto che ancora devo scattare, la storia che aspetto di scrivere solo perché non ho ancora trovato l'incipit giusto, la voglia di fumare sempre e comunque, il sapore di crema solare, il Maxibon, la pasta in bianco di mia madre seguita da insalata, l'ora della partenza che non sembra arrivare mai poi quando arriva è già tempo di pensare a cosa succederà al tuo ritorno.

Mentre scrivo un amico mi dice:" Sono 3 anni che non facciamo le vacanze insieme".

Io gli rispondo, testuale: "3 anni fa... quanto tempo però la vita è cambiata."

Ed ecco che il presente interrompe il riflusso dei pensieri.
Non c'è più una serie di cose, altre sono ancora qui. Forse le peggiori, sono rimaste.

Ed ecco che riemerge la voglia di ritrovare ciò che s'è perso.

L'estate è l'oggi, il domani è l'autunno. Sullo sfondo le paure che un po' tutti hanno, le sicurezze che latitano, il 2012 che avanza. L'estate è solo una porta per ciò che viene dopo, e se il dopo non ti esalta, beh, sono cazzi amari.

Questa è la scena.
Sono seduto nel mio ufficio, ora sono le 17 e qualcos'altro, e mentre osservo il frutto del mio lavoro, penso a cosa c'è di fronte a me.

E la chiamano solo estate.

2 commenti:

FRA Gioia[e]Rivoluzione ha detto...

già cambia la vita e per me anche velocemente, io ho un problema, non mi accorgo del tempo che passa, quando mi fermo un attimo a pensare si certo che me ne accorgo,ma durante mi sfugge sempre un minuto, mi guardo indietro e vedo il prodotto finito del tempo. E poi sarà ma l'estate non mi è poi così tanto piaciuta.

Diletta ha detto...

L'estate è un pò come dicembre. "Periodi di mezzo"
Dopo l'estate e dopo il capodanno iniziano i propositi...Si dice da settembre/dal nuovo anno farò...dirò...
inizierò...smetterò...
E' come il primo gennaio..E' come se incominciasse un nuovo anno che finirà solo dopo pochi mesi.
E si hai proprio ragione...se quello che vedi nel nuovo anno non ti piace sono veramente cazzi amari!
Piacere Diletta
ps Bellissima la tua descrizione dell'"Estate"