giovedì, luglio 30, 2009

Il sapore della domanda - Life in technicolor part 36

Se devo dire un sapore che mi piace molto, è quello del cioccolato fondente. C'è poi il sapore di mare, ma è una canzone. E quello del vino mischiato al formaggio che dovrebbe essere un'eccezione ma che in realtà diventa pienamente la regola, soprattutto in compagnia di mio papà.

Le domande sono elementi che rimangono senza gusto, soprattutto quando a porsele sono gli altri.

"Che cazzo faccio?" risulta un quesito insipido soprattutto se fatto da un altro. Quando invece ce lo si pone da soli, il gusto che emerge è al quanto amarognolo.

"Vieni a cena con me?" può essere un qualcosa di stupidamente vuoto, soprattutto se ce lo sentiamo dire. Se a porre la domanda sei tu, e soprattutto se la risposta non arriva o arriva negativo, senti il sapore di imbarazzo, che sa un po' di pasta all'acciuga e creme caramel.

"Hai mai pensato di tagliarti le vene"? suona un po' come il solletico, credo abbia il sapore della mozzarella avariata, però fate un po' voi.

Ci sono domande il cui sapore è soggettivo. Io ad esempio alla domanda "Come va?" reputo 1000 sapori diversi, certo è che quella più gustosa è quella posta dopo un evento particolarmente forte dal punto di vista sentimentale.

Ora, la domanda è: "Cosa provate a dover fare una scelta?".
Mentre mi godo il sapore che ha questo saporitissimo quesito, provo anche a darmi una risposta.



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