mercoledì, luglio 22, 2009

La cardiopatia dell'anima - Life in technicolor part 31

Con il termine cardiopatia, si indica una patologia che coinvolge il cuore.

Le cardiopatie si dividono in varie macroaree, fra cui si contano quelle che riguardano i vasi sanguigni che collegano il muscolo al resto del corpo.

Le cosiddette malattie cardio vascolari di solito comportano sofferenze non solo fisiche, ma anche e soprattutto riflessi sulla qualità della vita, come ad esempio la necessità di smettere di fumare e di mangiare latticini, salumi e dolci in eccesso, oppure dire "basta" ad alcolici, droghe, in alcuni casi attività sportiva agonistica o comunque faticosa, e in tutti i casi,
bungee jumping e similari.

Quando appaiono i primi segnali che indicano un malfunzionamento del cuore, è necessario operare molto accuratamente affinché non vi sia pericolo di infarto, di disfunzione che possa procurare rallentamento del normale flusso sanguigno, sofferenza agli altri organi vitali, in particolare polmoni e cervello.

Una persona malata di cuore, per quanto oggi trovi nella medicina conforto e aiuto, può cadere anche nella depressione, causata dalla convinzione che in un modo o nell'altro la sua vita possa subire un'interruzione improvvisa alla minima insorgenza in un problema. In questi casi, manifestandosi le fasi acute di una cardiopatia in particolare nella fase della maturità e della vecchiaia, la sensazione è che il proprio corpo sia diventato, piano piano, un accessorio poco utile, una sorta di residuo della beltà giovanile. Un qualcosa che sia destinato a spegnersi senza oppore alcuna resistenza, che sia destinato a morire nonostante la necessaria volontà di lottare contro la patologia.

Io ho ufficialmente una sorta di cardiopatia dell'anima. Me la sono diagnosticata stanotte, quando ho acceso il telefono e ho fatto una telefonata che forse era meglio non fare, dato che ha soltanto certificato, come una radiografia che si ritira dopo essersi fratturati un osso, che c'è una rottura.

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