mercoledì, agosto 26, 2009

Al di là - Life in technicolor part 43

In Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Alex e Aidi non si dicevano "ti amo". Non si dicevano "Ti voglio bene". Dicevano "al di là". Che vuol dire tutto e vuol dire niente, dato che in fondo, oltre a ciò che si trova "là" potrebbe esserci solo una squallida replica di cosa si trova "qua".

Io però quell'espressione la credo viva. La vedo come un bel modo di dire che il sentimento che si prova è bello, vero, sano, unico, presumibilmente eterno.

Oggi andavo al lavoro e mi sono reso conto che piano piano ho eliminato l'al di là. C'è solo l'al di qua. C'è solo il limite. Come dietro le sbarre. Un cancello chiuso, per giunta male. E, ovviamente, non trovo il modo di dire a qualcuno che ciò che provo sta "al di là".

Perché da una parte sai che al di là di ogni cosa, vige ancora la speranza che tutto divenga bello. Poi però apri gli occhi e ritrovi solo il male di non nutrire più speranza. Senti rabbia, come ogni giorno. Ma quella speranza che avresti voluto serbare per sempre, piano piano ha scollinato: lei si che è riuscita ad andare "al di là".

Come il tuo pensiero per ciò che volevi per te, per le persone intorno a te. Come il desiderio di una vita che hai sudato per costruirti e che, giorno dopo giorno, temi possa confrontarsi con il fallimento. Che tu debba confrontarti con il fallimento.

Arrivato al lavoro sentivo di aver esaurito le energie, non so se perché le ferie sono state veramente un toccasana o se in fondo non amo ciò che combino. Sentivo dentro il desiderio di cambiare. Poi il pensiero è corso al fatto che è la stessa cosa che volevo qualche tempo fa, al fatto che tempo addietro sentivo addirittura il vento cambiare. E la mia rabbia s'è quietata, lasciando spazio alla rassegnazione.

Al di là c'è solo rassegnazione? Non credo. Non voglio.

Perché ogni limite segna solo un motivo in più per superarsi. Non una barriera che rinchiude.
Serve solo coraggio. Serve solo coraggio per dire, anche a se stessi: "Sei al di là".

Al di là della rabbia, anche. Dell'amore e dell'odio, così come della sconfitta e dell'abnegazione per l'ideale. Della speranza di un "sì" detto con felicità e di un "addio" pronunciato consapevolmente.

Forse "al di là" è solo il posto dove guardare. Al di là anche di sè stessi. Sereni, e felici.
O forse, semplicemente, liberi.

Nessun commento: