sabato, agosto 08, 2009

Viaggi - Life in technicolor part 40

Stamattina mi sono reso conto troppo tardi che la valigia che ho scelto è troppo piccola.
Troppo piccola per tutti i vestiti che voglio portare, ma soprattutto troppo piccola per le scarpe che voglio con me.

E' il bello e il brutto di una partenza. Quello che puoi portare con te e ciò che devi lasciare a casa.

Quello che ti aspetti e quello che effettivamente troverai. Ciò che non vorresti trovare e qualcosa con cui in un modo o nell'altro ti confronterai.

Per me le vacanza è un qualcosa che sta nell'inflazionata metafora della valigia. Ma anche e soprattutto nella strada che sta fra casa mia e il posto dove devo andare. Tante volte mi è capitato di guardare un posto, durante lo spostamento, e pensare che quel posto in un modo o nell'altro sarei tornato a visitarlo. Ricordo ancora il viaggio che feci nel 2005, quando, superato Montpellier, tornammo sulla costa: intravidi una baia con un paesino e poco altro, che mi ripromisi che in un modo o nell'altro avrei verificare fosse bello come sembrava. Il fatto che ricordi solo a grandi linee la sua posizione, certo non aiuta. E' il bello dei ricordi.

Il viaggio, la valigia, la strada, hanno fatto innamorare talmente tanta gente che non voglio rileggerle come una ricerca di sè stessi, anche se di per sè sono riflessioni di tutto questo senza alcun intervento stesso. Come il ritorno a casa, che speri con il sole e il fresco, in una giornata dopo la fatica che sia soprattutto quieta e serena.

Desideri che mescolo a ciò che porterò e ciò che mi lascerò alle spalle e che, in qualche modo verrà con me, sotto forma di rimpianto oppure di semplice immagine. Qualcosa di materiale, qualche pensiero, qualche persona. In qualche modo, il viaggio comincia anche per loro.

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