mercoledì, settembre 02, 2009

Banalmente - Life in technicolor part 48

Oggi ero e pensavo fra me e me. Quando mi sono alzato, questa giornata non sembrava dovesse avere molto da dire. Soprattutto per il fatto che, per un motivo o per l'altro, stanotte mi ero addormentato alle 3, incazzato come una belva perché sapevo che oggi avrei dovuto lavorare.

Sta di fatto che, però, stamattina quando sono arrivato al lavoro ho trovato le scrivanie di tutte rigirate. O meglio, i posti fissi rimescolati. Una scelta dettata da nuovi innesti in ufficio.

Così mi sono trovato vicino a una collega con cui non avevo mai parlato tanto. Molto simpatica, devo dire. E la mattina è passata.

Sono uscito per andare a prendere un esame all'ospedale, e sono riuscito ad arrivare in tempo grazie a un permesso. Nel mezzo, m'è arrivato un bell'sms di ringraziamento da un amico a cui ho fatto un favore.

Tornato in ufficio, faccio una bella riunione, lavoro, e rifletto che ci sono giorni che cominciano in maniera veramente banale. E banalmente, risultano essere sorprendenti.

Di norma, non dovrebbero dire granché. Anche se, se si guarda più a fondo, si possono trovare spunti per rendere la banalità piccola sosta nel viaggio che è la vita di tutti i giorni. Come piccola area di sosta, trovata a caso sull'Adriatica mentre si viaggia lungo la penisola, ecco.

A conti fatti, di banalità oggi non ne ho vista granché.

Però per cortesia, domani regalatemi un colpo di scena. E che sia un bel colpo di scena, non un dramma.

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