venerdì, settembre 04, 2009

Bob Marley - Life in technicolor part 50

Quest'estate, per chi è stato in vacanza con me e ha passato molte serate al Free music village di Nichelino, sa che una delle colonne dell'estate è stato Bob Marley.

Ora, io non so cosa fosse veramente Bob Marley, se un profeta, un cantante o un genio. Probabilmente era tutte e tre le cose. Forse non era neanche queste tre cose, e semplicemente siamo noi che non l'abbiamo capito fino in fondo.

Sta di fatto che Bob Marley quest'anno, soprattutto in vacanza ha messo tutti d'accordo. Quando si mangiava, si riassettava, si metteva mano alle carte e al limoncello per il dopo pasto, tutti (o quasi, a parte uno che voleva ascoltare a tutti i costi Elio e le Storie Tese) eravamo concordi che ci voleva allegria, ci voleva sollievo. E una musica universalmente condivisa che sapesse metterci d'accordo tutti era quella.

A me Bob Marley è sempre piaciuto. Credo non ci sia persona al mondo che possa dire il contrario, che Bob Marley non piace. Un po' come la Nutella. E credo che il fatto che quest'anno l'abbiamo saputo apprezzare di più è che forse tutti avevamo bisogno di ciò che lui, con quel sound leggero e infarcito di speranza, voleva fare a tutti i suoi fans.

Forse eravamo predisposti, o forse no. Eppure credo, anzi ne sono sicuro, che Bob Marley oggi sarà contento di sapere che ha alleggerito molto la nostra mente, quasi quanto la canapa - che non abbiamo fumato, beninteso. In quest'estate 2009, il suono che sento di più è la sua voce, e con me tutti quelli che hanno frequentato il Free Village a Nichelino, hanno visitato Torre Lapillo, hanno giocato a scopone in un giardino sotto il sole di Puglia. E chissà quanti altri che non so.

Di una cosa son sicuro: se non ci fosse stato lui quest'estate avrebbe stonato molto di più.

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