venerdì, settembre 11, 2009

Dignità e nostalgia - Life in technicolor part 55

Ogni mattina, quando arrivo al lavoro, ci sono due signore delle pulizie. Una sembra uscita da un reality show di Canale 5: parla solo di lei, del fatto che lei è fatta in un certo modo, che farà questo e quest'altro. E' molto educata, però ogni volta che la sento parlare mi viene in mente il termine qualunquismo. A dir il vero, non la vedo far altro che le pulizie, e chiedo vivamente perdono per questo pensiero.

Poi ce n'è una seconda. Una signora sempre sorridente. Talvolta silenziosa, che non va oltre al classico commento sul tempo o sul parcheggio che non c'è. Una signora dedita al lavoro, che se non sta pulendo una scrivania o il cesso sta andando via. E che, nonostante girovaghi per gli open space vestita di grembiule giallo macchiato di varichina e guantini di plastica, i capelli siano raccolti e non vi siano sul suo corpo segni di monili o altro, mantiene sempre una sorta di eleganza inimitabile.

Una volta l'incontrai per strada, o meglio, io la vidi ma lei non vide me. Era inverno, ed eravamo su corso Bramante, verso le 9 e qualche cosa. Probabilmente, usciva proprio dal mio ufficio e stava andando chissà dove, dopo aver pulito scrivanie e cessi. La guardai fra la gente: indossava una gonna lunga, stivali di pelle scamosciata marroni, un grosso giubbottone e un colbacco pelosissimo, oltre che capelli da sole ombrati leggermente sulle lenti.

Descritta così apparirà, nella mente, come una figurina anni '70 oggetto solo di umorismo pirandelliano. E invece, quel mattino d'inverno, lei aveva un'eleganza vera, un portamento che rimbalzava fra il nostalgico e in vintage.

La sua dignità traspariva, così come al lavoro, su quella strada. Di lei ho sempre pensato che il suo lavoro non rispecchiasse la sua dignità. Che nei suoi gesti si nascondesse ben più che uno strofinaccio o uno schizzo d'acqua sullo specchio del bagno.

M'è venuta nostalgia, osservando lei. Perché la purezza di quella dignità l'ho ritrovata solo in un altro sentimento: il sentimento della nostalgia. Quello che, tanto per intenderci, diventa puro quando ami una persona e non la senti vicino a te.

Tante volte mi sono chiesto cosa fosse, in realtà, il sentire la mancanza di qualcuno. Tante volte ho pensato di provarla, così come tante volte ho pensato che il mio comportamento facesse trasparire dignità.

Quando ho conosciuto la signora delle pulizie, ho scoperto che la dignità non sarà mai abbastanza e che non sono arrivato a nulla, rispetto a lei. Proprio come in questi giorni, in discussione, c'è tutto il mio concetto di mancanza e nostalgia.

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