giovedì, settembre 03, 2009

La casa al mare - Life in technicolor part 49

L'altro giorno ho provato a spiegare a mia madre cosa mi servirebbe per provare a scrivere seriamente una storia.

Mi sono ridotto a dire che mi basterebbe avere un balcone di fronte al mare, un tavolo, il mio computer, della birra e tante sigarette, ovviamente Pall Mall light.

La cosa che però mi faceva riflettere è che non basterebbe. Perché fra una pausa e l'altra mi troverei ad aver fame, voglia di farmi una doccia, o di dormire. Soprattutto dormire.

E allora ho trovato che la cosa che mi servirebbe oltre al balcone, il panorama e tutto il resto, è una casa. Al mare, ovviamente.

Da qui la mia scelta di impegnarmi a fondo per acquistare una casa al mare al più presto, in modo da scrivere il mio capolavoro. Dato che la mia situazione di precario di stato non mi permetterà però questo passo prima di qualche millennio, dovrò trovare una soluzione alternativa.

Ho riflettuto sull'opportunità di portare il mare a Nichelino, ma facendolo con l'ausilio della mia Punto e di secchi non so quanto tempo ci metterei. Quindi, per ora ho scelto di fare una sfida con me stesso e provare a scrivere senza l'ausilio del mare. I segnali per ora non sono molto incoraggianti: certo è che posso migliorare.

Dato che però al momento non ho altro di più entusiasmante a cui pensare, credo che proseguirò su questa strada. Sperando che un giorno, tutto ciò che scriverò servirà per arrivare ad avere un mio piccolo angolo di tranquillità di fronte al mare.

E' solo un sogno, fatto alla fine di una giornata lavorativa stramba e stancante. Che accompagnato da una canzone di Paul Simon acquista certamente un valore inestimabile.

Basta poco per farsi tornare il sorriso, quando sai che per comprarti una casa ci vorranno 1000 anni.

1 commento:

Viola ha detto...

E' triste, ma sei speranzoso...si sente...si legge tra le righe :D
E' triste anche per me caro Fra.