martedì, settembre 01, 2009

Lettera a un lettore speciale - L. i. t. part 47

Caro lettore di Milano,
presumibilmente da oggi tu conosci meglio me che io te, dato che io non so manco chi sei.
Come vedi, ho cancellato ciò che poteva portare a te. E anche se una strada per arrivarci a quello che ho censurato c'è ancora, non credo che i più potranno scoprire chi tu sia.

Intanto, so che non potrò scoprirlo io. Il mio amico Pietro sostiene che tu sia venuto qui a rubare le foto, dato che 86 pagine in 24 minuti sono veramente troppe da leggere. Io non sono Diane Arbus o Robert Doisneau, ci credo poco. E' anche vero che dopo il tuo passaggio l'idea che mi frullava qualche giorno fa in testa, di mettere un avviso per non copiarmi le foto impunemente, l'ho realizzata. Però vabbè, a dirla tutto è stata più che altro una trovata pubblicitaria per farmi il figo.

Prima sognavo chi fossi. No, non il solito sogno della bellissima ragazza poetica con il cervello a posto che si innamora solo per ciò che scrivo.

Ti pensavo come uno della city milanese, o meglio, speravo che fossi uno di lì. Speravo che fossi uno che lavora in qualche grande agenzia, magari un signore sulla cinquantina con la barba e la giacca a quadretti, che la sera mangia la minestra con la moglie e i figli ventenni e che lavora ancora "alla vecchia maniera" (anche se fosse veramente così, non andresti su internet.. e poi come si lavora con la "vecchia maniera"?). Che lavora in un'agenzia e che ha trovato interesse nel leggere il mio blog. Che ha trovato spunto in un lavoro che stava preparando da qualche storia, da Ibrid o da Oscar, chissà, e non sto a linkare un post a quei due nomi perché non voglio far torto agli altri 130 e più in cui si parla di loro.

Ti pensavo come uno a cui navigare su Internet ha fruttato la nostra conoscenza e che d'ora in avanti non smetterà più di leggermi, e pazienza se non mi offrirai un lavoro. Ho pensato a te nel caos di Milano mentre, poco per volta, sfogliavi la margherita se andare dalla donna dei tuoi sogni e invitarla a uscire, solo perché avevi letto un mio post e la tua leggendaria timidezza era svanita. Oppure che avevi letto un mio post e avevi chiamato tuo papà chiedendogli di vedervi, dopo 20 anni che lo facevi, solo perché hai letto qui, nel "Diario", che io con il mio ci faccio sempre pace quando ci litigo.

Non so tu chi sia, caro il mio lettore, spero che tu non sia veramente venuto qui a rubare qualcosa perchè 86 visite in un giorno da un solo visitatore, cazzo non me le aspettavo proprio. Se ti aggrada, ritorna. E troverai altro da leggere.

Poi vabbè, se sei uno che può offrirmi un lavoro, fallo.
E se sei una ragazza, beh.. vabbè, ma tanto non ci avevo pensato che potessi esserlo.

In ogni caso, ti sarò grato.
E se hai rubato qualcosa, per piacere, restituiscila. Ossia, non venderla al posto mio. Non vorrai mica rovinare la nostra amicizia, appena nata?

Stai bene.
Fra

Nessun commento: