giovedì, settembre 24, 2009

L'indifferenza delle cose - Life in technicolor part 64

Quando non ci sente bene con sè stessi, la prima sensazione che si ha è quella che tutto il mondo giri normalmente, incurante di te.

Un'abitudine, quella del mondo, normale anche quando le cose non te le senti affatto male, addosso. In forma, magro, bello. Quando ti senti a posto con te stesso. Lui gira, gira, gira. Ed è incurante di te lo stesso, anche se immagini che lui ti stia guardando con un occhio di riguardo.

Quando però il malessere si stabilizza, scatta il senso d'indifferenza. Quello che ti senti addosso, quello che stringe le pareti non solo della stanza dove dormi, ma anche della strada che percorri e del cielo su di te. Quello che ti fa sentire solo. Solo senza neanche qualcuno con cui scontrarti.

Non c'è una vera e propria controindicazione contro tutto questo. Ci sarebbe, forse, la risoluzione del malessere. Che il più delle volte non si può limitare a un atto unico: di solito sono più cose insieme, a render possibile tutto questo. E quasi sempre, asincrone.

Io non so se si possa combattere l'indifferenza. E' la cosa che reputo più bastarda. Nelle persone, nel mondo intorno a me. Perché, proprio con il suo esser insita nello sminuire, anzi, nel demolire dello sminuire, può buttare sulle ginocchia chiunque. Può far alzare le mani in segno di resa. Può far divenire anche il più convinto dei paladini il traditore più succube.

L'indifferenza lacera l'amore. Lo fa diventare dolore. Lo fa assorbire dal pentimento, fino a farlo diventare un tutt'uno.

Non c'è speranza, se subentra indifferenza.

In amore, soprattutto. Nella terra in cui anche uno sguardo prima d'andar via può rilevare più d'ogni cosa. Dove una mancanza equivalente a una briciola, può significare il crollo del mondo. Dove anche la banalità é originale e un saluto non dato può esser peggio che una coltellata.

D'indifferenza è pieno il mondo. Soprattutto in quei giorni assolati d'inizio autunno, quando vorresti dire ciò che provi sussurando a squarcia gola che ci sei anche tu.

Nessun commento: