mercoledì, settembre 16, 2009

Pioggia - Life in technicolor part 57


La pioggia è rinfrescante. Più calda della neve e più triste, per ovvie ragioni, del sole.

Io la trovo rivelatrice. Sarà il silenzio che porta con sè. Quando piove, il massimo è rimanere a guarda l'acqua cadere. Da una finestra, meglio se di casa tua, magari anche con luce soffusa. Con il tepore. Riflettendo.

Attendevo questa pioggia con ansia. E' il segnale che l'autunno è arrivato. E con lui, i cambiamenti e ciò che da essi scaturirà. Perchè d'autunno cambiano le cose: sarà l'abitudine a misurarsi con i colloqui di lavoro, che in questo periodo storicamente toccano il picco. O forse, per il fatto che al ritorno dalle ferie c'è, con il primo freddo, la presa di coscienza che l'estate è veramente finita. E, con essa, anche le aspettative che un'estate porta con sé.

Con la pioggia ricomincia il reale. Ripensato dopo la calura estiva, ripulito dai residui di stanchezza che permangono dopo le ferie. La pioggia arriva, e risciacqua la terra. La rende fertile. Ripulisce il cielo dallo smog. Trasporta le polveri. Talvolta, sporca i panni lasciati stesi senza pensare. Si posa sul cemento e sui prati. Rende lunga la frenata delle auto senza ABS. Ti fa sentire a casa, la sera.

A me la pioggia piace. Cerco di leggerci qualcosa oltre il fatto che sia antipatica e possa infastidire. Sarà che qui a Torino, la pioggia la conosciamo bene; talvolta fa anche paura, se hai un fiume con il Po che ogni tanto sbarella e viene fuori dal suo letto. Però ad esempio Torino non sarebbe Torino se non ci fosse la pioggia. E l'autunno non potrebbe avvisare che arriva, in fondo, anche perché le foglie che cadono, non credo bastino.

Come i cambiamenti, come le prove da affrontare. Antipatiche, talvolta. Da affrontare in silenzio, quasi sempre. Rilevatrici, in ogni caso.

Sì, la pioggia mi piace proprio. Come metafora, anche.

Un po' come l'arcobaleno, anche se quello è più raro.
E poi viene sempre dopo la pioggia.

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