venerdì, settembre 18, 2009

Pulizie, il venerdì - Life in technicolor part 59

Per alcuni, la vita è fatta di riti. Lavarsi le mani ogni volta che s'entra in casa o fare i pesi in palestra. Guardarsi il tg delle 20 per i più o mangiare l'insalata con l'oliodiggiù.

Sono tutti riti e nessuno se ne rende conto.

Io il venerdì faccio le pulizie. Che non è paragonabile forse a dire una preghiera, ma è un momento che, seppur affronto con un po' di scazzo, mi fa sentire importante.

E' il bello di vivere da soli. Il fatto che senti tuo un posto anche quando è impolverato e necessita di interventi mirati per renderlo migliore.

Quando comincio le pulizie, guardo l'ora e so che il tempo di spolverare, lavare per terra, risciacquare, sbattere i tappeti, sarà un tempo breve. Penso a quando vado al lavoro e le mie colleghe, tutte mamme di ragazzi sui 14 anni, mi prendono in giro perché parlo più di detersivi che di vestiti. Penso al profumo che lasciano i miei pavimenti dopo che l'aria li avrà asciugati. Penso all'essenza che accenderò dopo che avrò finito, con il mio diffusore a candele.

Ed ecco che quel tempo, fra i pensieri, diventa breve. Le pulizie scorrono, liscie.

In fondo c'è anche un motivo per cui le pulizie le faccio di venerdì: perché io qui ci sono venuto a vivere di sabato. E, il venerdì, prima che ci entrassi, mia madre aveva lavato tutto per terra. Ero entrato che era tutto lindo, e dentro di me, pensavo: qui dovrò lavare una volta alla settimana. Mia madre non ci credeva, però alla fine ho mantenuto la promessa che m'ero fatto.

Un rito è un rito. Le pulizie potrebbero anche non esserlo, per alcuni, ma per me un po' lo sono.
Forse perché, in fondo, fare le pulizie è come entrare per la prima volta in casa mia.
Ed è una sensazione fantastica.

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