domenica, settembre 06, 2009

Un giorno, per caso - Life in technicolor part 51

Un giorno, per caso, puoi trovare le parole che altri stanno cercando.
Non è voluto, è solo che ti capita. Allora non puoi far altro che scrivere, facendo in fretta come raccontava Vasco.

Un giorno, sempre caso, può capitarti che quelle stesse parole le legga quel qualcuno per cui tu le hai scritte, inconsapevole che lo stavi facendo.
Leggendole, questo qualcuno si sentirà rincuorato che tu abbia scelto per lui tempi e modi d'esposizione.

Un giorno, per caso, puoi trovare altre parole, per altre persone.
Come ti è capitato per quella stessa persona che, tempo prima, aveva incrociato ciò che avevi scritto.
E tu, incredulo, ti guardi dentro prima di rileggere le tue parole, anzi, le parole che oltre tue sono anche loro, e pensare che ciò che cercavi da una vita lo stai ritrovando lì, proprio lì.
Senti dentro quella spinta a non mollare, quella stessa spinta che ti fa dire che la vita di tutti i giorni sembra sempre uguale.
Senti che le tue parole, essendo parole che pian piano diventano di tutti, sono spese bene.

Hai voglia di parlare ancora. Hai voglia di scrivere, di continuare a farlo. Con il solo scopo di cercare le parole anche per chi non sa, o spesso non vuole, trovarle per sè.
Scrivi, allora. SCrivi. Per te, per gli altri.

In modo che, un giorno, sempre per caso, quegli altri trovino in te e nelle tue parole quella consolazione che il mondo non ha saputo consegnargli. E quella serenità che vai cercando tu, nel continuo mettere insieme parole, sia la loro serenità.

Quel giorno, non sarà un caso che sia tu che gli altri, troviate la vostra consolazione.

(Ah, ovviamente il "TU" del post sono io, Fra.)

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