mercoledì, ottobre 14, 2009

Distanza a comando - Life in technicolor part 75

La distanza è un elemento controllabile. La prendi e la smonti a seconda di cosa ci sia all'altro capo di essa.

Se metti dello spazio fra te e uno stronzo, ad esempio, non ci sarà grossa difficoltà ad amare quello spazio.

Se la separazione sopraggiunge fra te e il tuo telefilm preferito, fra te e una persona che ami, fra te e la Nutella, fra te e l'acqua, fra te e il letto, fra te e una doccia-appena-arrivato-a-casa, ecco che la distanza diventa un elemento difficilmente sopportabile.


La distanza è soggettiva.

La senti solo se ci tieni a cosa rimane oltre, altrimenti la senti lo stesso ma contemporaneamente t'auguri che non ci sia niente che la porti via.
In questo periodo sento la distanza calare in molte cose della mia vita, per alcune la chiamo, per alcune le percepisco come detestabile.

Sono frutto della percezione, forse. Paranoie che possono essere demolite con la convinzione che quello spazio non può distruggere niente di già assodato. Che è tutto colpa dell'autocommiserazione. Che se vuoi, sei imbattibile e che se qualcosa che ami è lontano non ti crea problemi.

Sei pronto.

Lo senti, ce la fai.


Poi però la distanza esce allo scoperto. E vaglielo a spiegare, che non conta un cazzo.

2 commenti:

°_Fede_° ha detto...

..e come una maledizione: la distanza è sempre troppa per le "cose" che si amano davvero e farebbero stare bene..
Il tempo è l'ombra della distanza. se unisci le cose hai un mix esplosivo..puoi saltare in aria o stare al gioco.
aah distanza...positiva,negativa..di sicuro fa riflettere su quella cosa "irragiungibile".

Diletta ha detto...

Ciao fra,
se tu raccogliessi tutti i tuoi post, in un unico libro
le cose di fra.......penso che andrebbe a ruba.
Mi auguro che un giorno questo accada.
diletta