lunedì, ottobre 12, 2009

Sbagli - Life in Technicolor part 74

Ho parlato spesso del passato. Dei ricordi e di quanto l'evocazione di essi sappia fermare il tempo, per certi versi.
Un'unica cosa può però distruggere quel senso di piacere: il rimorso.

Appare ogni volta che la scelta si riduce a uno sbaglio. E persiste ad accompagnare ogni pensiero finché quello stesso errore non si riduce, guarda un po', a un ricordo.

Il rimorso: è affascinante la forza del pensiero, quando prendere la via sbagliata rimane nella mente più di quanto possano fare tutti gli eventi che seguono la scelta corretta.
In fondo è un viaggio, dove il bivio (non quello di Ruggeri, per intenderci) è legato anche a un minimo dubbio, che diventa vitale quando si sbaglia a imboccare la strada.

Penso spesso alle scelte sbagliate. Più di quelle che ho preso e si sono rivelate giuste. Perché nello sbaglio non c'era solo male, no.
Appariva, dopo tempo, anche una giusta compensazione: come se ci fosse una giustizia cosmica che mi concedeva un'altra possibilità.

Voltandomi indietro ritrovavo le motivazioni che mi avevano portato sulla strada sbagliata. Le comprendevo con il senno di poi, e capivo dov'era l'errore.
E ciò che m'aveva portato nell'errore, diventava insegnamento.

Sembra tutto bello. In fondo il detto "Sbagliando s'impara" è vero ogni giorno in una vita media.

C'è un però: che anche nella comprensione rimane il male di una scelta sbagliata.

E quando riguarda altri, ecco che, forse, non c'è rimedio. O forse sì: ma ancora, non l'ho scoperto, il metodo.

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