venerdì, ottobre 02, 2009

Separazioni - Life in technicolor part 68

Le ferite sono una divisione. Fra due lembi di carne che prima di un trauma erano un tutt'uno. Sono come le crepe, le fessure.
Qualcosa si lacera, si taglia, si destruttura. E dove prima era c'era uno, ci sono due.

La stessa cosa accade nella fissione nucleare. Un bombardamento artificiale sulla massa di materiale fissile fraziona il corpo in due. Genera radiazioni e separa qualcosa che pur infinitamente piccolo, può generare un'energia pazzesca.

Solitamente, ciò che viene separato non potrà congiungersi nuovamente in maniera a uguale a prima. Può ristrutturarsi, può essere con un intervento congiunto in maniera anche precisa. Ma non sarà mai come quando un fattore esterno ha separato le cose.

Certo, può essere meglio. Può durare più a lungo. Ma l'intervento dev'essere mirato, preciso, deciso. Non dev'esser portato da mani tremanti e da occhi affetti da cataratta. Ci dev'essere, al contempo, solerzia del particolare e forza di congiunzione.

Raramente ho potuto osservare come la causa della separazione fosse anche il fattore ricongiungitore. Raramente ho potuto constatare una saldatura di ciò ch'era rotto per mano del fautore.

Sarebbe controproducende, forse non nell'ordine delle cose. Delle ferite, della fissione nucleare, della separazione. Non ci sarebbe ordine se chi spezzasse fosse anche colui il quale unisce.

E invece no. Perché le ferite possono essere provocate da unghie o da lame poggiate incautamente dalla propria mano, e saranno sanate dalle piastrine del sangue. Perché la fissione nucleare non è potente quanto la fusione nucleare. Perché se una strada è separata da un corso d'acqua, da quel corso d'acqua emergerà presto o tardi un guado che permetta d'attraversare anche senza ponte.

Forse è solo questione di tempo, vedere le separazioni sanarsi. Forse non dipende neanche dal tempo, ma dalle energie, dalle risorse, che ognuno mette in campo per veder sanato ciò che è stato separato.

Io non lo so, da cosa dipenda. Ho solo la volontà di unire, quella sì.

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