giovedì, ottobre 15, 2009

Sole, gelo e speranza - Life in technicolor part 76

Oggi a Torino c'è il sole. Eppure fa freddo, è arrivato il cazzo di freddo siberiano da pre inverno.

C'è la stessa aria che c'era quando, a novembre, si preparava il grande inverno 2008-2009, quello dei metri e metri di neve, delle strade impantanose, delle code chilometriche, e dei cambiamenti climatici che sembravano un po' più distanti da noi.

Oggi a Torino c'è il sole, e il freddo fa sentire meno il dolore. Di chi c'è e di chi non c'è più. Per un po', per sempre. Fa sentire meno il dolore a chi rimane. Chi rimane per un po', chi rimane, o forse chi CI rimane, per sempre.

Oggi a Torino c'è il sole e il freddo insieme e sembra che ci sia neve nelle ossa. Non nelle narici, quella fa male. Quel tempo che ammazza le cimici verdi, che puzzano quando le schiacci. Che ti fa sentire bene, solo e solamente, a casa tua.

Oggi a Torino c'è il sole e fa freddo, e anche se l'anno volge al termine, sento che la speranza è ancora viva. La cerco nell'aria rarefatta. Negli odori del Po che aspetta d'ingrossarsi con le piogge, nei gas di scarico che non sanno di nascondere gli orizzonti.

Oggi a Torino c'è il sole e fa freddo, più di ieri. Stamattina c'era un grado e mezzo. "Sti cazzi!" ho esclamato, mentre una mia collega lo diceva in ufficio. E quell'imprecazione riguardava più il male che ho dentro, che non il freddo che fa fuori.

Oggi a Torino è stata una bella giornata di sole e freddo. Una giornata di partenze, una giornata di arrivi. Una giornata dove, nel colore del cielo, nei profumi di una città infinita, germoglia la speranza che ci sia ancora, per un attimo, calore. Che batta il freddo, che accompagni il sole alla porta. Che dia speranza, mentre il giorno finisce, il freddo s'accumina e il sole sparisce.

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