venerdì, ottobre 30, 2009

Spese amarcord - Life in technicolor part 84

Quando mi sento solo, mi piace riprendere quei piccoli ricordi, in cui mi rivedo felice, e riviverli.
Oggi, dopo una mattinata passata a smontare mobili e progettare come assemblare quelli nuovi, ho scelto di andare a fare la spesa ecologica: ossia, una spesa senza sacchetti di plastica, un po' come accade negli Usa, però senza sconto.
Ho preso i miei sacchetti di stoffa, gentile omaggio dei vari Torino film festival, Fiere del libro e (ovviamente) di Scuola Holden, e sono andato al supermarket.

Mentre guidavo, mi è tornato in mente quando ero bambino, e la spesa andavo a farla con mia mamma e mia nonna. Andavamo al mercato, con un vecchio 127 verdone, tanto caro a mio nonno che ancora oggi un po' rimpiango.
Entrambe, avevano le solite borse da spesa: mia nonna una burbera borsa scura, di cuoio e tessuto compatto. Mia mamma, invece, una borsa di tessuto, credo cotone, bianca con delle scritte verdi. Stilizzati, c'erano dei bambini che facevano il girotondo. Una scritta, che non ricordo con precisione, inneggiava alla Natura.
Di quelle spese, ricordo il mio desiderio di andare al banco dei giocattoli, poco distante dall'ingresso del mercato, i sacchi pieni di verdure acquistate dai contadini, il profumo della frutta, l'odore dei formaggi e dei salumi con il rumore, continuo, dei generatori di corrente per i camioncini dotati di frigo.
Erano spese sempre ricche, e chissà perché, lunghe una mattina intera e piene di sorrisi.

Mi è venuto in mente tutto questo, mentre entravo nel mio supermarket di fiducia e guardavo le mie due borse, nere. E, chissà come mai, mi sono chiesto che fine avesse fatto quella borsa chiara.

Ci pensavo anche mentre, attratto da una grande scritta, "Offerta, 6,49 euro!" mi sono avvicinato a una bancale di caffè.
E, mentre prendevo il mio kilo di caffè in offerta, una signora in divisa scura mi chiama e mi dice: "Ecco a lei, signore, in omaggio con il caffè Vergnano c'è anche una borsa!".

Beh, ovviamente s'è capito, no? Una borsa tale e quale a quella che aveva mia mamma. Certo, non ci sono i bambini stilizzati, l'inno alla Natura e tutto quanto. Però è come se fosse uguale.

Ho fatto la mia spesa felice. Anche perché, senza quel gradito omaggio, le mie due borse scure non sarebbero bastate, dato che c'erano anche le offerte sulle merendine e sugli spinaci surgelati.
Ma soprattutto, sono stato felice perché questa spesa è stata un po' diversa dalle altre.

Era come se mia mamma (che ancora oggi a volte fa la spesa con me) e mia nonna m'avessero accompagnato. Come se quel supermarket fosse diventato il mercato di vent'anni fa. Che io non sapessi cosa volesse dire "Offerta speciale" e invece di pagare con il bancomat in euro, per far la spesa bastavano 10 mila lire.

Ma soprattutto, era come se fossi meno solo.
Di come quando sono partito e ho cercato quel ricordo, un po' banale, semplice, certamente felice.

E poi, ora anche io ho una borsa bianca per la spesa ecologica. Posso anche mettere i vestiti in coordinato, volendo.

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