domenica, ottobre 11, 2009

Un tratto di matita - Life in technicolor part 73

Tutti i bimbi disegnano. Quando non giocano, prendono carta e colori e cominciano a tracciare kg e kg di segni sulla carta. E quando si presenta un momento di festa, magari dove c'è un festeggiato, preparano un disegno apposta e lo presentano a titolo di regalo.

Mio fratello non si tira indietro, anche se per lui ogni giorno è una buona scusa per regalare qualche sua piccola opera.

A me è toccato diverse volte ricevere doni di tale portata, e in tali occasioni sono sempre stato felice.

Oggi mi sono ricapitati fra le mani i tanti disegni che ha fatto all'asilo. Riguardando i suoi lavori ho trovato una continuità, una sorta di filo conduttore: il sorriso dei protagonisti, anche se erano mostri o "antagonisti" (nel senso proppiano del termine) e il fatto che anche nella più semplice della proposizione artistica, il mondo è sempre pieno di colori, il sole sorride, le case sono a misura d'uomo e i tanti omini che costellano l'A4 in questione si tengono, per lo più, per mano.

La modernità ha trasforamto il disegno in colore invadente. Di pennarello, di tinte sintetiche.
Io quando guardo i colori di mio fratello mi stupisco di quanto sappia trasmettere felicità e serenità dal tratto di matita. Quando il disegno rimane genuino, quasi come preso e trasposto in carta direttamente dal suo punto di vista, incompleto, infantile, parziale.


Un modo per far confrontare il mondo con la dolcezza d'una espressione dell'essere, quello dei bambini appunto, che non chiede altro che perfezione d'Amore e grandezza di spirito, che poi sarebbe la felicità di cantare con il papà, di ascoltare la musica e meravigliarsi alla bellezza di un rock'n'roll, di rincorrere un cagnolino e, meraviglia, riuscire anche a parlarci.

Un mondo perfetto che racchiude la sua sintesi, talvolta, in due tratti di matita tirati a caso, che non saranno perfetti dal punto di vista stilistico ma che racchiudono tutta la sintesi della semplicità.

So di non dire nulla d'eccezionale o d'originale, ma so anche che non ci si può arrendere a tanta meraviglia, dandola per scontata. Anche perché se ognuno facesse propria la bellezza di meravigliarsi, appunto, che porta un bimbo a disegnare un treno su una cartolina e a considerare quel disegno un magnifico regalo, tanta necessità di rifugiarsi nell'effimero non si troverebbe con tanta facilità nel mondo che ci circonda.

E' stupore sempre nuovo, quella che mi sento addosso quando mi soffermo sulla curiosità di mio fratello a ricercare il rigo più adatto a descrivere graficamente un drago, un auto o mio padre.

Stupore misto a commozione di felicità.

Non mi stuferò mai di guardare quei disegni, forse perché è lì l'essenza delle cose. Curiosità e amore per le cose intorno a noi, cose che ricerchiamo per tutta la vita, se ci si sofferma a pensare un po'.

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