mercoledì, novembre 04, 2009

Mani nelle mani - Life in Technicolor part 88


Stanotte ho sognato che ti stringevo le mani. La cosa strana, se così si può dire, è che non ti vedevo il volto. E il sogno, non aveva nè inizio nè fine, era tutto lì, in quell'immagine.

Stamattina, svegliandomi, ho ripensato a quelle mani. Alle braccia, poggiate su un tavolino. Era come se sentissi le tue nelle mie, la pressione, il calore, la pelle. E' stato un istante, poi, come capita spesso, il sogno s'è isolato in un'immagine sola.

Eppure, stanotte ho sognato tanto, ne sono sicuro. Però ricordo solo quell'immagine.

E ci ho ripensato tutto il giorno. Al fatto che le mani si stringano, fra i banchi delle chiese, nelle presentazioni, alle riunioni, ma che quando due mani si incontrano, e non per formalità ma perché si sono cercate, tutto si ferma.

Ho ripensato al mio sogno e a quando mi è capitato. Le sensazioni, ciò che provavo. Come sentivo i muscoli contrarsi. Come le mani non si stringano, ma quasi si sfiorino. Puoi sentire la pelle passo dopo passo e definirne i contorni. Quando le dita camminano sul palmo, potresti anche fermarti lì. Perchè, pur essendo un gesto che viene compiuto con disinvoltura, dentro ti senti esplodere. Oltre quel piccolo contatto, c'è ciò che s'è sognato fino a quel momento.

Nel mio sogno gli anelli non mi davano fastidio. I polsi si piegavano, coordinati. E, dal tavolo, le due mani intrecciate s'alzavano, verso l'alto, all'altezza della testa. L'ultima cosa che ricordo è il contatto del dorso della tua mano sulla mia guancia.

Poi il buio. Il sogno finisce.

Immagino la continuazione. Che il dialogo continui, che ciò di cui parlavamo fosse come prima. Solo, con le nostre mani, unite. Il sorriso sornione di chi capisce che qualcosa è cambiato. La gioia, e un desiderio che tutto rimanga lì, per sempre. Che tu viva quell'attimo come lo vivo io.

Non so se il mio sogno finisce effettivamente lì, se è una premonizione, o se effettivamente è solo un'illusione. E' probabile, ma non impossibile.

Perché nel momento in cui mi sono svegliato, mi sono reso conto di una sola cosa: che le nostre mani non s'erano disunite.

E già questo mi basta. Per ora.

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