domenica, novembre 01, 2009

Mondo, il Nostro - Life in Technicolor part 85

"Questo non è il nostro Mondo, e il nostro, forse non esiste neanche".

Il mio amico Marco, oltre a essere comunista, è anche acuto.
Sa cogliere le sfumature giuste. E talvolta, dice frasi che mi sarebbe piaciuto pronunciare per primo.
Ieri sera è stato così. Seduti di fronte a un locale di tendenza, con i palestrati e le ragazze che sono fighe a prescindere, con la musica e i cocktail e tutto il resto, pensavamo che non eravamo felici.

In quel dato momento, beninteso.

E che ogni sfumatura della serata assumeva i contorni dei massimi sistemi. E quel "nostro", sintetizzava come sia io che lui abbiamo visto, ultimamente, andare male alcuni portanti del Mondo che stavamo edificando.


Locali come quello ci sarebbero piaciuti, in altri momenti. Era il Mondo che c'era dentro, che non andava. E non per le fighe o per i cocktail o per la musica (i palestrati li lascio alle signore).
Per il concetto di felicità. Per ciò che è stare bene: che per me, ed evidentemente per il mio amico Marco, non è l'euforia fine a sé stessa. Non è esaltazione, ma soddisfazione. Io di questi tempi non sono soddisfatto.

Lo vedono quelli che vivono giorno per giorno con me. Lo vedo io, nello specchio, in ciò che ieri mi faceva sentire completo e oggi non mi basta, anzi mi preme.
Il problema è sempre quello. Che la soddisfazione è comunque legata a una serenità, che è figlia della Felicità. Che non è legata a nulla, se non al proprio Mondo. Un Mondo che va oltre il limite fisico, ai locali, all'euforia di una serata o della giovinezza che sembra essere immortale.

Il Mondo è da costruire. Lo si costruisce nel proprio quotidiano. Con fatica, ma anche con tenacia.
Ieri sera il mio amico Marco ha sintetizzato bene ciò che pensavo.

Avevo focalizzato un Mondo, e per varie ragioni, negli ultimi giorni è svanito.
Mi trovo senza progetto, o meglio, vedo il mio progetto demolito, e forse per quello sento solo il Vuoto intorno a me.

No, Marco, il Mondo che vorremmo, come dice Vasco, è un Mondo che in realtà esiste. Il problema è che, per ora, non ho ancora la forza per ricominciare a costruirlo.

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