martedì, novembre 17, 2009

Scendere - Life in Technicolor part 97

Dire "grazie" pesa. Anche se è più facile che dire "ti amo".

Però pesa, di più che dire "mi stai sul cazzo", "vaffanculo" o "quello è uno stronzo". Parole che si sentono dire in giro più che "scusa". Il mondo non perdona, dicono.

La gente ha per grazia ricevuta. Per un Lodo promulgato con una massa di burattini, o più normalmente per le scale gerarchiche che ti pongono sempre sotto qualcuno e sopra qualcun'altro.

Poi c'è un fatto. Che qualcuno rompe la catena e si chiama fuori. Dice "fatemi scendere", e si ritrova a guardare gli altri roteare. E mentre il resto gira, e gira, e gira, lui sta fuori a guardarsi lo spettacolo. Respira, respira. E si sente meglio.

Provo anche io. Provo a mettermi per un attimo fuori, mi chiamo fuori. Dagli amici che tradirebbero per un partito in cui credono ciecamente, che per una ragazza dimenticano che tu ci sei stato sempre. Accetto di stare fuori dai giochi, guardo e vedo solo confusione. Guardo e non faccio altro che avere domande.

Non lo ricordate il piacere d'amare? Quel sapore di soddisfazione che c'è quando si ringrazia? Come fate? Come? Il mondo non perdona, dicono. La gente ha per grazia ricevuta. Ora parlo a te, direttamente. Prova, come ho fatto io. Per molto meno hai sentito amarezza, avresti voluto buttare giù quel senso di malessere che c'è nel grande giro.

C'è chi l'ha dipinta come una giostra, chi come una trottola che ti frulla, chi dice che la Vita faccia cacare per colpa di questo difetto generale nel non sapere che ci sono anche gli altri.

Prova a scendere anche tu, a farti qualche domanda.

Ne vale la pena? E' una domanda legittima. Sono io, o sono gli altri? Anche questa lo è. E' un problema d'autostima? Questa forse un po' meno.

Come quando ami una, o uno, e non sei corrisposto/a. O sei corrisposto/a in tutto tranne in ciò che vuoi.

Ora ti dico la mia: no, non puoi essere tu. Sei già sceso, sei già scesa. Sono gli altri che stanno su, sono loro il problema. Che continuano a dire cose leggere, lasciando cadere quello che pesa.

Io sono sceso, e se hai provato anche tu, allora non puoi darmi torto. Quelle parole che pesano.

Un "grazie", come un impossibile "ti amo". Hanno lasciato cadere tutto, e presto o tardi si fermeranno, perché non avranno più nulla. Capiterà senza che se ne rendano conto: in tutto quel gran casino, insieme a tutte le cose di valore che hanno perso, ci sei anche tu.

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