martedì, novembre 03, 2009

Silenzio. Ora non ne ho più - Life in Technicolor part 87

Ti starai chiedendo perché sono sparito. Non mi vedi più. Perché, dove ero prima, ora non sono più.

Beh, devi sapere che io non sono sparito. Sono dove sono sempre stato. Il problema non sono io, non sei tu, non è quello che è intorno a noi.

Il problema è che sono finite la parole. Le hanno già dette tutte gli altri. Hanno già scritto tutto su Torino, hanno già scritto tutto sull'Amore, e io, come uno che arriva tardi, ti ho già detto tutto. Hai già sentito tutto ciò che volevi sentirti dire. Mi hai scoperto tante di quelle volte che in confronto tutte le Pall Mall che mi sono fumato in una vita valgono un raudo sparato a capodanno. E' ovvio che oggi, guardandoci, tu non possa che pensare all'ennesima puntata dell'ispettore Colombo.

Eppure, c'è un perché. O meglio, c'è il classico "ma". Che io, per quanto sia poco da scoprire, mi sento vero. Come quando guardo una finestra, la mattina, al lavoro, guardo oltre e vorrei essere fuori. Guardo gli orizzonti, anche quando mancano. E mi dimentico, forse un po' stupidamente, che quando sono fuori la prima domanda che mi faccio è: "Ora che sono libero, che faccio?". E forse quel grande problema che tutti chiamiamo "Sensodellavita", con la S maiuscola, non è altro che il fatto se ci sentiamo, o meno, veri.

Beh, io vero mi sento eccome. Il mio problema è, per l'appunto, il fatto che non abbia più parole per essere originale con te. Perché ti ho dato tutto, ti ho raccontato tutto.

E oggi, non ho più storie per me.

Per questo sono sparito. Per questo, oggi ti chiedi dove sia finito. Perché ci sono repliche che vale la pena rivedere. Film che non scordi mai e che rivedresti tutta la vita. Anche se hanno qualche errore, di regia, di montaggio, di pronuncia. Anche Kubrick faceva errori, lo sai? Eppure Shining, Full Metal Jacket, Barry Lindon, li rivedresti tutta la vita.

Ti stai chiedendo dove sono? Beh, eccomi qui. Sono qui. Nelle mie domande, nel fatto che non abbia le parole, più. Nella fatica di stare senza, di pensarmi senza. Di vedermi come se non fosse successo nulla, di ripensarmi come se tutto fosse finito.

Mi trovi qui, nel mio mondo fatto di Speranza, fatto di domande e di storie raccontate mille e mille volte. Di risposte non date, e di pianti, nascosto nei posti pieni di gente.

Il mio silenzio. Ora voglio silenzio. Perché sono stanco, troppo tempo ho passato, cercando altre storie. Quando in realtà, la più bella storia che stavo raccontando era quella che stavano scrivendo insieme.

Non ne ho più. Ti aspetterò qui, guardandoti da lontano. In silenzio.

E se mi troverai, allora vorrà dire che sarò una di quelle repliche non ti stuferai mai di riguardare.

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