lunedì, novembre 23, 2009

Una finestra sull'immaginazione

Quando qualcosa finisce, si ha sempre paura di ripartire. Un po' perché ci si crogiola sul fatto che quel qualcosa possa essere riuscito. Un po' perché il domani è ignoto e l'oggi tutto sommato piace.

Io sto qui, e guardo fuori. Guardo un po' cosa offre ora, la mia immaginazione. Ci sono tante, tante storie intorno a me, l'ho sempre pensato. Ora, dopo Life in Technicolor e le sue 100 parti, è ora di focalizzarne una e cominciare a raccontarla.

Da dove partire? Beh, in realtà non lo so.

Un po' perché ho l'imbarazzo della scelta. Un po' perché tutto merita d'esser raccontato. Tutto, proprio tutto, nessuna esclusione. E quindi, in fondo, non so da dove partire.

Guardandomi intorno, c'è una cosa che mi colpisce. Che le storie non devono per forza cominciare con qualche episodio palesemente grandioso, no. Basta che si rompa un equilibrio, un qualcosa che crei un'instabilità, che si crei la necessità che i fatti si mettano in moto.

Che qualche personaggio esca allo scoperto, e muova i fili degli eventi.

In questi giorni, ho riflettuto. E ho cominciato intanto a pensare a quel personaggio. A cosa farà, dove lo farò muovere. Perché, e soprattutto per chi.

Quel chi mi ha attratto. Perché inevitabilmente sarà determinante nella riuscita del prossimo concept. Che sarà costruito un po' come Life in Technicolor, un po' no.

Questo è quello che ho visto, guardando dalla mia piccola finestra sull'immaginazione. Alla ricerca di una storia che possa essere semplice, come piace a me. Bella, come piace a me. Un po' triste anche, se volete e mi permettete.

1 commento:

yoxul ha detto...

thanx you vry nice post alışveriş