mercoledì, dicembre 09, 2009

Bivi - Beatrice part 6

L'aria, il volo. E lo spettacolo di un mondo che per pochi attimi rimane sotto di te ed alla tua portata.

Beatrice mi disse una volta che dall'alto la cosa che la impressionavano di più erano gli incroci. Perché quando voli verso il basso e il paracadute ancora non è aperto, ecco... un po' proiettile ti senti. E, in quella frazione di secondo, uno dei mille pensieri che nascevano e morivano era quello di essere una freccetta.

Gli incroci, quindi. Che per Beatrice, o forse per tutti, sono bivi. Visti dal basso, s'intende.

Io per dire non ho mai fatto un salto da 10000 metri. Eppure l'idea che mi sono fatto è che Beatrice abbia ragione: che dall'alto i bivi sono in realtà grossi bersagli, ma dal basso sono solo un gran casino.

E tu, puoi fare solo la freccetta o la pallina impazzita. Tanto il risultato è che, se sbagli a scegliere strada, in qualche modo la paghi. Certo, non è come spiaccicarsi a terra da altezze siderali, però fa male uguale.

Prendi una frase sbagliata. Detta nel momento sbagliato e pensata nell'attimo peggiore. Suona un po' come ammissione di colpa, un poco come sentenza. In fondo non è altro che una scelta sbagliata, o, se preferite, un bivio che è stato inforcato male.

Beatrice cita sempre quella volta che sul palco scelse di non seguire l'istinto e disse una battuta prima di quando doveva essere detta. Calò il gelo e il pubblico applaudì. Voi direte: "E' andata bene così". E invece no, perché dentro lei sentì di aver sbagliato. E, come un vaso comunicante, la consapevolezza dell'errore diventò senso di colpa, e insicurezza.

Forse esagera, forse no. Sta di fatto che quando parla di quello spettacolo a Beatrice vengono ancora le lacrime agli occhi. Perché pensa a una scelta sbagliata, al fatto che se non sei sicuro di te, gli sbagli li paghi doppio.

Il bivio l'affascina e la spaventa. Eppure non c'è niente di male a sbagliare.

Beatrice dice che il bivio dove certamente ha sbagliato a scegliere è stato quando decise di stare con Oscar. Oscar era il suo fidanzato, o qualcosa del genere. Beh, lei dice che quando pensa a lui pensa solo che avrebbe dovuto lasciarlo prima, anche se "prima" non so quando fosse.

Io non so se sia vero, però lo dice spesso. E la cosa bella, è che sa anche perché non lasciarlo fu sbagliato. Perché rimaneva davanti al bivio, ferma. Lo faceva per l'insicurezza, non per il cuore. Perché aveva paura di star sola, di dover combattere per riconquistare un altro pezzo d'affetto, altrove.
E guardava le due strade di fronte a sè.

Poi però scelse.

Io mi ci ricevo molto in tutto questo. Anche io ho paura di stare solo. Tutti hanno paura di stare soli. Lei non ha avuto però, ad un certo punto. E per questo, io la invidio un po'. Forse perché io ancora oggi ne ho ancora, e anche tanta.

Ma questa è un'altra storia, quella di Bea. Ah non ve l'avevo detto? Bea è il suo soprannome.Banale? Sì. Però le sta benissimo.

2 commenti:

risveglio ha detto...

La invidio anch'io questa Beatrice! Quantto è dura dover ricominicare. Da soli. Dover trovare, di fronte a quel bivio, il coraggio di fare quella scelta che sembra la più giusta e che, il più delle volte, è anche quella che fa più male... Bel post!

Viola ha detto...

Secondo me Bea ha preso coraggio per un momento, l'ha fatto ma poi è stat malissimo. Magari ha pure pensato di aver fatto una cazzata enorme ed ha pianto tantissimo battendosi il petto. Ha solo capto dopo un po' di mesi di aver fatto la scelta giusta.