domenica, aprile 04, 2010

Festività silenziosa - Beatrice part 30

Anche perché lui, secondo me, non s'è mai reso conto della sua fortuna. Del dono che può essere l'amare una persona.

Ti rendi conto di quanto sia importante l'avere qualcuno accanto solo quando sei solo. Che frase eh?! Quante volte l'avete pensata? Lo so, è banale. Lo penso anche io. Eppure è proprio così, che vanno le cose, quando intorno vedi solo domande.

Beatrice mi raccontava sempre dei pranzi con Oscar durante le festività. Mi mandava un sms d'auguri, di solito. Affettuoso ma non troppo, in fondo era a pranzo con il fidanzato.

Già, era così. Come l'attrice che ti guarda dal palco e tu ti illudi che stia guardando proprio te. Ricordate? Ve l'ho descritta prima, quella situazione.

Però lei era con Oscar. Per quello lo odiavo, alla fine. Perché non si rendeva conto che essere amati, vivere con qualcuno anche i momenti di festa può essere una delle banalità che ti appaiono come le più scontate ma che alla fine, proprio scontate non sono. Anzi.

Anche perché io le festività di solito le passavo a guardarmi intorno, a chiedermi perché Oscar sì e io no. Anche questo è banale, lo so. Anche questo è infantile, lo so. So tutto, è inutile che mentre mi ascoltate pensate che sono bambinate, lo so anche io.

Ma fermatevi e pensate. Pensate a quante volte una festa come la Pasqua, quelle per intenderci dove si va a casa dei genitori o degli zii o di chi cazzo volete voi, diventa una sorta di stillicidio perché amate qualcuno che non è lì con voi. Pensate se quella persona magari vi scrive anche che sta bene. Oppure che avrebbe voglia di vedervi. Oppure, nel peggiore delle ipotesi, siete ancora a pezzi perché avete amato talmente tanto una persona che ancora non accettate che lei se ne sia andata senza neanche concedervi il beneficio di una spiegazione sensata, un tentativo d'avallare il vostro dolore, d'indorare la cazzo di pillola.

Scusate se mi scaldo, ma è una cosa che non sopporto, sapete? Perché tutto è parte di un'unica situazione, quello dell'essere soli.

Io Oscar per quello non l'ho mai sopportato. Perché trattava Bea come meritava d'esser trattata solo quando era come voleva lui. Non riusciva ad amare anche quel lato che era più legato a sè stessa, la recitazione, la fuga dal panico e tutto il resto.

E quando li immaginavo a casa di lei o di lui, i parenti intorno, i sorrisi, le pacche sulle spalle... Beh, ero invidioso sì. Pensavo che io sarei stato bene al posto suo. Per certi versi, quasi ero convinto di meritarlo di più.

Quelle festività le ho passate nella ricerca del silenzio. Come quando cala il sipario, un attimo il teatro rimane silente per carpire l'ultimo sussulto della magia della recitazione, della scena che s'illumina, dell'ultima battuta che si dissolve. Cerchi nel silenzio di godere di ciò che rimane della storia che hai visto.

Le ho passate così, nei ricordi. Nell'immaginare il mio domani, facendo tesoro di quel senso di vuoto che immancabile ha portato fuori il peggio e lasciato solo la voglia di speranza. Con Beatrice sullo sfondo, che raccontava il mio disagio, il mio bisogno di amare.

Sperando. Invidiando. Come se il bene e il male non fossero che un unico grande insieme. Come se Speranza e Invidia fossero un'unica cosa.

Consapevole che nel silenzio anche aspettare Beatrice, forse, mi sarebbe stato più semplice.

N.B. : cari amici del Diario, scusate il ritardo, ma ho dovuto pensarci un po' a scrivere questo post. V'auguro Buona Pasqua.

2 commenti:

risveglio ha detto...

Buona Pasqua! Ormai è scontato che lo scriva, ma davvero mi ritrovo in ogni parola che scegli. Già... perchè quando si ama davvero le parole per provare a descrivere quello che si ha dentro, per parlare della persona amata.. si scelgono. Vorremmo sempre fossero adatte e riuscissero a dar merito a quell'amore. Alla fine sono sempre così vane... Invidia, sì. E un senso di ingiustificata ingiustizia. E stare male per crescere, con la promessa di imparare e cvapire, un giorno, non serve a niente. C'è dentro una luce spenta. Un fuoco sotterrato dalla cenere e un debole fumo che annerisce, che stanca l'olfatto. La luce si è spenta. Punto. Si riaccenderà? Più forte e luminosa? E che importa? Ora non c'è. Ed è buio ovunque. Quando scrivi parli anche per me :)

fRa ha detto...

Il fatto che parli anche per qualcun'altro non può che onorarmi.