mercoledì, maggio 26, 2010

Dormire senza sogni - Life in Technicolor part 106

Stamattina mi sono svegliato e mi sono reso conto di non aver sognato nulla.

Avevo chiuso gli occhi la notte prima e mi ero risvegliato senza che avessi sentito il tempo scorrere. Mi sono guardato intorno e c'era già luce.

Mi sono alzato dal letto, e non mi sentivo stanco.
La testa non mi faceva male come al solito, anzi.

Ero leggero.

Ho messo su il caffè, mi sono lavato, vestito, e sono uscito. Era presto, prima delle sette. Tutto come al solito, tranne per il fatto che questa notte ero sicuro di non aver sognato. Avevo solo dormito, per tutte le (poche) ore che m'ero concesso. Non avevo fatto null'altro che dormire.

Dei sogni forse s'è già detto tutto, in tutte le forme. Che son desideri, che si possono realizzare, che sono sogni e come tali astratti, intangibili, che possono ispirare un cammino.

Io ho sempre avuto un'ottima impressione dei sogni, ho sempre pensato che non ci sarebbe mai stato spazio per un dormire senza sogni.

Da bambino sognavo talmente tanto che a volte, mi alzavo la mattina e mi sembrava d'essermi innamorato di quel sogno. Poi, con l'età, il bruxismo, il nervoso, il precariato, gli impegni, gli scoglionamenti, i litigi, le preoccupazioni, e perché no, anche i momenti più belli, il dormire s'è alternato a sogni che perdevano quel fascino che avevano allora. Talvolta, i sogni (non gli incubi che per loro natura sono mal declinati) diventavano fastidiosi.

Poi ti ritrovi fra le mani quella mattina in cui ti svegli e di sogni non c'è traccia. Con un risveglio che sa già di per sè d'automatismo, di qualcosa di meccanico, di nessuna variazione sul tema. Di un qualcosa che non ha altro che il crisma delle cose più banali.

I sogni li noti solo quando mancano. Quando arrivi a dire che dormire senza sognare è meglio, vuol dire che o non ricordi cosa sia un sogno oppure che fino ad oggi hai smesso di sognare cose belle.

Io non rientro in nessuna delle due categorie: sognare l'ho sempre ritenuto indispensabile per dare motivazioni. Anche quando sogni di correre senza riuscire a farlo, perché vuol dire che è ora d'accellerare durante il giorno. O quando sogni di piangere, perché forse non l'hai fatto per troppo tempo.

Esempi stile Moccia? Sì, sicuramente. Al momento non me ne vengono in mente altri, e francamente se mi impegno non ne trovo, perché in fondo sognare è uno dei gesti più banali che si facciano.

Sognare durante il sonno è una delle forme innate d'espressione. Tutti sognano. Poi ci sono quelli che preferirebbero non farlo, o che trascurano che quello che è un sogno non è solo frutto dell'immaginazione, ma fonte d'ispirazione.

Stamattina mi sono svegliato e mi sono reso conto di non aver sognato. Forse ho sognato prima e non me ne sono accorto, prima di andare a dormire, intendo. Forse non ho sognato perché avevo esaurito la mia razione durante il giorno, e mi è toccato il sonno piatto.

Forse non c'entra un cazzo tutto questo. Semplicemente non ho sognato e stop, il resto sono solo bugie. C'è però una postilla: che non mi sono mai sentito così solo come stamattina.

Sarà un caso. O forse no.

2 commenti:

Saxifraga Florulenta ha detto...

scrivi molto bene!

Fra ha detto...

Grazie mille :-)