giovedì, maggio 20, 2010

La canzone preferita - Beatrice part 36




Fra le cose più belle che ci sono, però, non posso lasciare da parte la musica.

Anche su questo ho un aneddoto, sapete?

Bea ama la musica, di tanti generi diversi, e anche se io non posso dire di averne ascoltata tanta insieme a lei, posso sicuramente affermare che senza musica la sua vita (come la mia, presumo anche la vostra) sarebbe diversa.

Quando Beatrice camminava per Parigi, mi diceva spesso che si perdeva per le viuzze perché ascoltava della musica. E anche se magari per ore non sapeva dove fosse, talvolta impaurita (ma sempre tentando di rimanere tranquilla, sforzandosi di non pensare al panico), con la musica camminava, e camminava.

Sapete? Mi è venuta in mente così quella volta che parlammo di musica per la prima volta. Facemmo quel giochino delle tre canzoni preferite, dinne una prima tu poi dinne una tu poi tocca a te poi a me e così via.

Beh, io misi in fila i miei titoli, che comunque erano riduttivi perché forse avrei potuto elencarne dodici mila di canzoni che mi hanno segnato... Beh, magari dodicimila no, però sicuramente un centinaio sì. Poi però scattò la domanda più temuta: "Sì, ma quale è la tua preferita?"

Lei ebbe difficoltà con le sue tre, e non prese in considerazione neanche un attimo di dirmi il titolo sopra gli altri. Mi raccontò di qualche brano, quelli che nominò me li inviò anche via mail, però non seppe dirmi mai: "Quella è la mia canzone preferita" o "Quelle tre sono sopra le altre".

Io invece le indicai un brano che consideravo speciale, "Regret" dei New Order: lei iniziamente non apprezzò il fatto che mi fossi sbilanciato così tanto.




Poi però le raccontai come scoprii quel brano, e capì.

Amo quella canzone perché l'ascoltai da bambino, e siccome allora sapevo l'inglese peggio di ora e non avevo idea di come potesse intitolarsi o di chi la cantasse, memorizzai solo il motivetto ripromettendomi di trovarla e ascoltarla e ascoltarla e ascoltarla per recuperare tutto il tempo che avevo perso a cercarla.

Ci ho messo 16 anni, e l'ho trovata solo grazie a Wikipedia, dove ci sono tutte le scalette del Festivalbar dagli anni '80 a oggi. Provando a inserire tutti i titoli delle canzoni passate da là negli anni della mia infanzia su YouTube, l'avevo riconosciuta.

Quando raccontai questa storia a Beatrice, lei si mise a pensare.

"All I need" degli Air. Mi disse solo così.

"Che cosa?" risposi io.

"Quella è stata la mia "Regret"... Sì, cioè, anche io ho cercato quella canzone, ma non come te."

"Come?"

Lei non rispose. Forse aveva pensato che non era proprio quella canzone che aveva cercato, ma ciò che provava quando l'ascoltava. Rimase in silenzio, fino a quando disse, sorridendo: "E' musica". Poi non ne parlammo più, ma io quella canzone l'ho ascoltata e ascoltata e ascoltata, quasi quanto Regret. Ci rispecchiavano. Ed era come ascoltare parlare lei, se devo essere banale e sincero.

Ad ogni modo, un titolo era riuscita a dirmelo. Non era male, considerando che si trattava di Bea.

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