mercoledì, giugno 09, 2010

Veglia, riposo - Life in Technicolor part 108





A cosa serve riposare? A ristorarsi, trovare le forze. Per certi versi, a riscoprire il senso di pace.
Perché si riposa? Di solito, ci si riposa quando si è stanchi. E il massimo, quando si è affaticati, è dormire.

Il senso della fatica e il senso del riposo sono diversi eppur uguali. In entrambi i casi ci si può ritrovare senza energie o al contrario, ricaricati tanto da scoppiare. Raramente, una persona può sentire esplodere dentro sè un'energia difficile da controllare, senza che il corpo riesca a supportarla.

Eppure, a volte capita.

Capita che notti insonni si susseguano e che non ci si senta stanchi. Che si guardi l'alba sorgere dopo ore e ore di veglia e non aver bisogno di chiudere gli occhi e lasciarsi andare, ma solo di rimanere lì a guardare l'ennesima notte insonne andar via. E che ogni disegno, per quanto banale sia, alla fine è una prova d'originalità nuova.

La veglia è infusa dalla voglia di rimanere svegli, non dalla preoccupazione. O forse timore c'è, sì, timore che tutto a un certo punto cessi.

Rimaniamo sveglia ancora un po', ti dici, voglio vedere se il tempo finisce o se sono entrato nel dormiveglia spazio temporale dove tutto è infinito, anche la notte, anche le energie, anche la forza che ci metti a non addormentarti.

Ho scelto di vegliare, scelgo di non dormire.

Ecco allora che la fatica e il riposo s'incontrano. Vince il riposo della mente sulla fatica del corpo, uno a zero e palla al centro. Vince la volontà sulla fisica. La straordinarietà del momento sulla quotidianità del tempo.

Poi, quando arriva il sonno, ti dici che potevi stare ancora un po'. Che arrendersi alla stanchezza non era necessario, che poi non eri così stanco e saresti potuto stare ancora un po', ad attendere l'alba. Fino a quando sarebbe arrivata, sul serio, fino a quando ti saresti sentito obbligato a ricominciare con il giorno, perché la notte s'era esaurita e a quel punto non si poteva veramente più tornare indietro.

Ma il tuo l'avevi già fatto, avevi usato tutto il tuo tempo per vegliare. E ora che era passata, non avevi da rimproverarti più nulla. E che, nonostante tutto, non sei così stanco, anche se il corpo ti dice il contrario. Ma la mente, quella no: lei ti dà ragione, ad aver scelto di rimanere sveglio.


Poi però t'addormenti. E la mattina dopo, anche se hai dormito poco, hai le occhiaie, e la testa è pesante, non ti senti stanco. Magari lo sei, fuori.

Dentro, sei vivo. Hai avuto il tuo ristoro. Ringrazi d'aver resistito, nella veglia. Ciò che senti, quello è il riposo.

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