lunedì, giugno 14, 2010

Vivere - Life in Technicolor part 109






Stamattina fa fresco. E' coperto, filtra il sole, verso metà mattinata comincerà ad essere umido e farà caldo.

Da fuori sento fischi, gente che urla. C'è una manifestazione da qualche parte, vicino al mio ufficio.

C'è odore di smog e del forno che cuoce il pane. Sono sveglio, stanotte ho dormito, anche se con il cellulare nella mano.

Stamattina sento ancora più forte il desiderio di capire. O meglio, di vivere. Di non arrendersi al fatto che ciò che muoviamo non sia sempre la mossa giusta, che i bivi che prendiamo non siano sempre i più giusti. O che scegliamo la via più corretta, ma poi non riusciamo a sostenere la sofferenza che quella scelta comporta.

Tante persone sono alla ricerca di un senso, forse tutte. Tutte, nessuna esclusa. Poi c'è chi lo trova prima o dopo, chi non lo trova affatto, c'è chi deve camminare per farlo.

Io lo sto facendo. Imparando da errori, conoscendo gente. Spaziando fra avvenimenti apocalittici e piccoli segni, come lo svegliarsi e il non riuscire a guardare fuori o l'addormentarsi con il cellulare fra le mani. Provando a ricordarmi il passato, amandone i ricordi, rispettandone la bellezza, prendendo spunto dagli errori. E respirando il futuro, che non conosco ma che voglio COSTRUIRE, scritto in maiuscolo, scritto a caratteri cubitali.

"Aspirare a vivere": mi è stato detto da qualcuno che io sono uno che aspira a vivere. Già, è proprio così, sono ossessionato da questa ricerca, della purezza dell'essere, del non arrendersi all'apatia di una vita che scorre senza che gli attimi vengano fissati e s'accrescano fino a divenire una pienezza.

Una lunga linea che vorrei ingigantire, infarcire d'emozioni, farla tempesta di gioia e semplicità perché solo questo serve, alla fine. Non serve altro per rendere una vita perfetta, non serve altro.

Stamattina mi sento vuoto, ascolto i rumori della manifestazione, odoro lo sporco dello smog e il pane che cuoce nel forno del panettiere al pianterreno, guardo il sole e l'umidità mischiarsi nel riflesso sul palazzo di fronte.

Vivere significa anche star qui, in mezzo a tutto questo, a pensare. Che forse, per ripartire, non basta che la consapevolezza di doverlo fare.

1 commento:

°_Fede_° ha detto...

"la consapevolezza di volerlo fare.."..niente di più vero.. Aggiungo la volontà di riuscire ad aprire e chiudere le giuste porte x andare avanti..e vivere al meglio. Tutti lo cerchiamo quel senso..buona ricerca anche a te, compagno di viaggio.