domenica, luglio 11, 2010

Stasi - Life in Technicolor part 114

Mi piace guidare. Mi è sempre piaciuto farlo, da solo, nel giorno e nella notte, con la musica ad alto volume e fottendomene se qualcuno mi vede urlare a squarciagola cantando le mille canzoni che mi piace ascoltare mentre guido.

Quando guidi, sembra che il mondo scorra intorno e ti venga a sbattere sul parabrezza, anche se tu non lo senti colpirti. La velocità sale e sale e sale e tu saliresti ancora fino a spingerti oltre il limite anche dei giri del motore, perché chiami altro scorrere, altro mondo intorno che non si ferma.

Io, almeno, la vivo così, in alcuni momenti. Mi sembra che tutto sia uno strato di colori e di cose che non si muovono se non perché in movimento, già, ci sono io.

E' la stasi del pensiero, arrivare a casa. Quando la macchina si ferma, quando hai anche rischiato oltre i limiti di velocità e le banali regole del vivere civile, quello per inciso che recita che è vietato sorpassare a destra e che quando ti hanno dato la patente hai promesso di mantenere quelle regole. Quando il mondo torna a riavvolgerti, torna quello che conosci.

Io la stasi la combatto a colpi di gocciole e viaggi in macchina, le gocciole sono i biscotti e i viaggi in macchina sono tutte quelle metafore che m'avvicinano a quel senso, quando sei veloce, quando urli e nessuno può sentirti, quando canti a squarciagola e magari ti metti pure a piangere perché non sai che ti sta capitando.

La stasi. Odio rimanere fermo, voglio correre, e correre, e correre. Voglio che il mondo diventi veloce come il mio desiderio di viverlo, vorrei poterlo fare seguendo quel senso di pienezza quando supero i 100 all'ora e sento che anche se mi sbatte addosso tutto quello che mi circonda è vivo, è vero, ma soprattutto è mio, perché posso sentirlo scorrere. Senza fermarmi, senza fottuto ritorno a casa condito da ristagno d'emozioni e lentezza senza fine.

Senza che il mondo mi senta arrivare, e mi dica: "Non puoi riuscire a contenermi tutto".

Sto cazzo, non mi basta prendermi solo il dolore, anche se è un vecchio amico.
Voglio continuare a correre.

Il mondo scorre solo se lo si vuole, non voglio arrendermi alla tristezza e alla stasi, voglio continuare a vivere come quando guido, quando le luci e i colori e la musica scorrono con me e non mi vergogno d'urlare che tutto questo mi piace, che voglio anche io diventare come quel sistema fatto di nuvole e di rumori, d'aria, suono, e luce. E' questo vivere, in fondo.

Anche se si ha una Punto come la mia.

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