venerdì, agosto 13, 2010

Introspezione - Life in Technicolor part 120

Ci sono posti dove sei sereno. Molto lontano da dove abiti. Sono i posti dove, banalmente, sei più vicino a te stesso.
I luoghi del cuore, o meglio, dove il cuore lo ritrovi nel silenzio di una giornata che, vissuta ovunque, vissuta in qualunque altro posto, sarebbe una giornata buttata via.

Fuggire serve. Serve per ricompattare un animo. O più semplicemente, per ritrovare la via che nelle parole di tutti i giorni è "smarrita". A richiamare una direzione e dirle che senza, sei sperso. Sei come in balia degli eventi.

Non avere voce in capitolo nella tua vita è normale, per i più. Essere schiacciato fra le voglie d'ogni giorno e la vocazione, naturale, ad andare in alto, sempre più in alto.

Ci si sente vili, quando si ferma il processo. Quando la strada in ascesa diventa strada in salita, e ci si ferma a metà, perché tanto non ce la si fa più. Quando non se ne ha più e ci si scopre deboli.

I posti dove sei sereno sono i posti dove puoi sognare e guardare le cose come sono. Osservare come vorresti che fossero e capire dove possono veramente essere realizzate secondo i tuoi canoni e i tuoi desideri.

Quei posti non sono poi così irraggiungibili. Si fa presto a decidere di raggiungerli. Basta uno sprazzo di lucidità in un mare di inedia. In cui lasci le forze residue e spingi per andare egoisticamente solo ed unicamente verso te stesso.

Verranno giorni migliori. Te lo ripeti guardando oltre il tuo isolamento. Scelto e agognato, il tuo volontario esilio da ciò che è normale è l'arma suprema per imboccare definitivamente la tua direzione.

Verranno i giorni dell'amore e della serenità. Verranno i giorni della persona giusta e delle domande che hanno risposte. Verranno i giorni della scelta operosa e dei sorrisi di commiato, ma dalla paranoia continua. Verranno i giorni in cui sarai definitivamente utile al mondo. Verranno i giorni in cui qualcuno potrà dire: "Ecco, lui è felice". Verranno i giorni in cui non ci saranno più risentimenti, in primis verso te stesso. Verranno i giorni in cui le tue parole seguiranno di pari passo i tuoi pensieri. Verranno i giorni in cui, svegliandoti, nello specchio sarai felice di ritrovare te stesso.

I giorni in cui sarai in grado di dire "no" alla voglia di fermarti. In cui il confine, quello che ti manca, sarà solo una linea e non più un muro altissimo da scavalcare con i pesi alle caviglie. In cui non ci saranno invidie e rancori, il giorno perfetto dove le tue scelte non saranno rimpianti ma gioie da gustare ogni volta che ti ritorneranno in mente.

Giorni migliori, fatti di bellezza, di muse gentili e di cieli che cambiano in armonia. Di aria fresca e di mare e sole e montagna e pietre e terra e respiri e distanze che non basteranno mai a colmare quel senso di pienezza. Di pensieri che sono solo ordinati e frenetici, tanto sono vivi. Giorni allegri, giorni in cui ogni problema non sarà che un divertente imprevisto perché sarai sicuro di te stesso.

Giorni in cui il resto del mondo sarà fuori da te e tu sarai nel mondo. In cui sarai impermeabile anche al Dolore, perché il dolore che hai dentro di te ti ricorderà che tanto l'hai già vissuto. Che non c'è da aver paura, in questa vita.

I giorni migliori. Agognati, inseguiti, sempre rivolti verso l'alto, verso il miglior giorno che si possa vivere e l'attimo non illusorio che ciò che sogni è a portata di mano.
Ecco, quei giorni li immagino in un post scritto da un luogo dove Internet dove arriva. Lo scrivo guardando con un occhio fuori e con un occhio dentro: fuori piove, dentro invece ci sono io che scrivo e rileggo, scrivo e rileggo, e faccio in modo che in queste parole vi sia una richiesta di scuse per le mie debolezze e un nuovo mantra per ripartire. Un mantra che ripeto all'infinito, un leit motiv che segue il mio respiro: sono vivo, non ho più paura. Sono vivo, non ho più paura. Sono vivo, non ho più paura.

Inspiro, espiro, inspiro, espiro, inspiro, espiro. Le parole seguono il mio passo. I pensieri, ci provano.

Scavo in me e trovo necessità del luogo perfetto. In fuga da tutto, ho preso 2 giorni e ho pensato a me. E ho trovato che le rovine che pensavo rovine sono solo terreno piatto su cui riedificare il tutto.

Sono pronto.

2 commenti:

°_Fede_° ha detto...

semplicemente,
meraviglioso.

(sperando che quei giorni arrivino presto..)

fRa ha detto...

Sono già arrivati, Fede :-)