lunedì, settembre 20, 2010

Paura di cadere, voglia di volare - L. i. T. part 125




Assommando tutte le mie paure e i mie disagi ne ottengo un ritratto. Ci vedo il mondo secondo diverse letture, guardo le persone e mi sento a disagio. Percepisco gli sbagli, chiedo scusa per gli errori. Spero che sia sufficiente. Spero.

E' un quadro pieno di tratti compatti. Come di pennellate violente. Poi un giorno ci ho messo il palmo della mano e l'ho strisciato sulla tela, rendendo quelle linee delle grosse macchie. 

Mi sento in colpa, è un fatto. Per gli sbagli e le mancanze di rispetto, per i pensieri che non ho accettato, per la forza che non ho avuto. Ho sempre creduto di poter reggere il confronto con il mondo, mi sbagliavo. Anche io ho fallito, qualche volta.

Accettarsi per ciò che si è, accettarsi anche per ciò che abbiamo fatto e non ci piace, quello è saper accettare i propri limiti. Volersi bene anche quando il proprio confine è delimitato.
E' come se fossimo di fronte a un baratro e sapessimo che se ci buttiamo precipitiamo. Sentiamo le gambe tremare.

Poi però in questo ipotetico spazio, guardo l'uomo e scopro che sa volare, se vuole. Che è in grado di abbandonare i propri limiti, di accettarli, e di sfruttarli per superarne altri. Vorrei volare. Vorrei non cadere.
Come canta Jovanotti in una canzone: "La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare".

E allora, voliamo. Volate, io sto cercando di farlo.

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