mercoledì, ottobre 13, 2010

Cazzo ti reading - Life in Technicolor part 129

Ok, domani si legge, lo avevi già annunciato tempo fa che lo facevi, però il giorno prima fa sempre figo pensare un attimo con attenzione a ciò che sta per capitare.

Ferma lì un attimo le meningi. Domani tecnicamente leggi davanti a un pubblico, e leggi roba tua. C'hai poco da ragionare, o sei bravo a farlo o vai a casa.

Già, sei bravo oppure no? E a scrivere, sei bravo oppure no? 

La tua insicurezza dice no. Anche alcuni tuoi docenti hanno detto di no, altri hanno che dovevi applicarti, altri hanno detto che ce la potevi fare.

Ora smettila di guardarti allo specchio, parlati come farebbe una persona normale.

Ok, in fondo ha ragione la mia immagine riflessa, non mi parlo perché so che guardarsi dentro fa sempre un certo effetto.


Allora, ricominciamo: voglio raccontarmi questa storia.

Tutto è cominciato per caso, tutto è cominciato con una sera così casuale, così strana vista da oggi. Io che parto e vado proprio lì, in quel locale, e mi siedo proprio su quella sedia e guardo quelle marionette e mi viene in mente quel racconto e mi sale in mente di dirle (alla proprietaria) che glielo mando.

Poi glielo mando e poi ci vado di persona. E fissiamo una data, domani. E domani sera dovrei andare lì e dire ciò che è il mio. Ciò che ho scritto.

Ok, ora che me lo sono detto, non mi sento poi tanto tranquillo. In fondo potrebbe non piacere.

Meglio ricominciare a parlare con la mia immagine riflessa.

Parlare agli altri è come parlare a sè stessi, l'unica cosa diversa è che gli altri non possono capire le tue parole se non gli spieghi tutto il processo che ti ha portato a formularle. Hai ricontrollato i testi? Hai riletto per bene? Hai provato ad ascoltarti mentre leggi? Sai già cosa dire?

Già, non so cosa dire, forse improvviserò. Forse non farò altro che dire quello che mi passa per la testa, in quel momento. Perché in fondo leggerò roba che ho sempre pensato. Però i testi li ho riletti, non mi pare ci siano errori. E ho anche fatto le prove, non credo d'essere andato poi tanto male, credo almeno.

Quindi smettila di avere paura. Sarai tu e le cose che hai sempre pensato. E se non piaceranno, significherà che è andata bene lo stesso perché in fondo non tutti i gusti sono alla menta e non si può piacere a tutti. 

Ecco, prendiamola con filosofia. D'altronde, io non sono un talento, sono un operaio della scrittura. Felice di esserlo, felice di aver cresciuto quello che so fare non con l'imposizione delle mani ma con il sudore della fronte. 

Bravo, parti così. Leggi tranquillo, domani.

- Piccolo estratto de "Il piccolo manuale dei pazzi che si motivano allo specchio", di Nessuno, Ed. mai pubblicato, Anno inutile -

1 commento:

la rochelle ha detto...

comunque vada.... ;-)))