mercoledì, ottobre 06, 2010

Lasciatemi dormire - Life in Technicolor part 127



È autunno. Qui a Torino si passa dal fresco mattutino al tiepido torpore pomeridiano al freddo notturno. C'è il sole, piove, si rannuvola. I marciapiedi, le strade, gli alberi e le macchine, le persone, gli ombrelli, gli odori, il cemento, il Po, è tutto intriso di variabilità, meteorologica, e non.

Ecco, in tutto questo ciò che emerge è la voglia di dormire. Di stendersi, coprirsi, chiudere gli occhi. Stop, fine. Altro non c'è. C'è solo stanchezza. C'è solo torpore.

Fra un frastuono e una turbolenza, fra le fatiche e i pensieri e le preoccupazioni e i ricordi e le sensazioni e i presentimenti, fra tutto questo s'innalza il desiderio del riposo. Che altro non è che quel lasciarsi andare, quell'abbandono, quel rallentare fino a fermarsi. Il sonno. 

Cosa porta il sonno è la stanchezza. Ma cosa conceda il riposo è la tranquillità. Non c'è riposo senza tranquillità, ma c'è il sonno tormentato. Perché il sonno è come la vita, può esser macchiato dai contesti in cui s'incastona.

È autunno, l'autunno è bello perché è l'imbrunire dell'anno, sembra di essere in quell'ora in cui si torna a casa prima di cena e la sala da pranzo è impregnata dall'aroma dei manicaretti e dal tepore dei termosifoni, il giorno del primo freddo. È la tuta che ti metti quando entri in casa e lasci fuori dalla porta il resto del mondo, o almeno ci provi. È il tempo in cui cominci, pian piano, a tirare le somme della tua giornata e del tuo anno. 

È il tempo che corrisponde al sedersi dopo ore in cui sei stato in piedi e dentro di te senti quietarsi il turbinio di cose che volevi fare.

Guardando l'autunno, guardando i giorni ricolmi di emozioni e cose da fare, odorando il piacere di un inizio d'autunno assolato, gustando l'arrivo del Natale, posso socchiudere gli occhi e pensare che vorrei dormire. 

Accompagnato dal piacere di non soffrire più un sonno agitato. Di lasciarmi cullare, anche se è un'espressione banale. Chiudere gl'occhi, dormire. 

Lasciatemi andare. Lasciatemi godere di questa serenità.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho fatto l'errore di leggere questo pezzo con il sottofondo musicale da te scelto e poche ore dopo il mio decollo da Torino alla volta di Londra...mi son commossa...
in bocca al lupo per il reading! :)

Silvia

fRa ha detto...

Grazie Silvia. Mi spiace che non ci sarai, ma spero anche di farne altri per poterti concedere un'altra occasione :-)
Buona permanenza nella city.
Un abbraccio.