mercoledì, ottobre 27, 2010

Luomoqualunque - Un racconto 10

"Sei un qualunquista... non hai nulla di diverso..."

Il signor Luomoqualunque si destò inquieto. Da quanto sognava d'esser insultato, ormai, non lo ricordava più. S'alzò dal letto e fece colazione.

Si vestì cercando fra i capi logori un abbinamento convincente. Preferì a dei pantaloni blu con il risvolto, dei jeans con l'orlo consumato, non avendo nulla d'abbinare con quella tinta.

Prese la valigetta e s'incamminò verso la fermata del bus per recarsi al lavoro. Sulle scale incontrò la signora Vicindecasa, che lo salutò con il solito, ipocrita sorriso. "Si ricordi la quota per la pulizia delle scale" disse fra i denti.

Il signor Luomoqualunque ringraziò per il promemoria e la salutò.

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Sul pullman, la gente era ammassata, per il poco spazio. Mentre si teneva al sostegno in metallo, il signor Luomoqualunque ripensò ai suoi sogni.


In sottofondo, una signora parlava all'amica dei suoi costi. "... E poi niente, fra bollo e mutuo me ne faccio per 900 euro sto mese, solo che in pratica ne pago solo 860 perché 40 li prendo da..."


Il signor Luomoqualunque ripensò alla sua quota d'affitto, e in mente gli tornò che doveva ancora versare l'anticipo per il riscaldamento. 

"Signor Luomoqualunque, come sta?" si sentì salutare.

Era il signor Misterconoscente.


Luomoqualunque ricambio il saluto, e cominciò a parlottare del più e del meno. Dopo qualche battuta, il signor Misterconoscente portò il discorso sulla serata televisiva precedente: "Ha visto ieri sera il talk show sul tre, Luomoqualunque? Ha visto che belle cose ha detto il ministro? Altroché questi comunisti di merda, altroché! Ho visto 10 minuti e poi ho girato sul cinque, che ci sono quelle belle fighe, altroché...". Il signor Luomoqualunque rispose al signor Misterconoscente che non era interessato alla politica e che non seguiva i reality show, e che la sera prima aveva letto un libro. 
"Lei Luomoqualunque è un radical chic, allora! Si crede superiore sia alla politica che al divertimento? Non ci credo che non possa aver visto il talk show sul tre, e non so come abbia fatto a perdersi lo show sul cinque, bellissimo!" lo apostrofò l'altro, ma lui non rispose. Intorno, la gente era indifferente. Poco meno di un quarto d'ora dopo, Misterconoscente arrivò alla sua fermata e scese dal pullman, e la conversazione s'esaurì.

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Quando arrivò in ufficio, il signor Luomoqualunque trovò ad attenderlo un'email particolare. La lesse attentamente: l'amministrazione dell'azienda gli comunicava che la retribuzione veniva decurtata del 10% a causa di un conguaglio richiesto dall'erario. 

Quando un'ora dopo arrivò l'impiegata preposta, il signor Luomoqualunque si recò nell'ufficio dell'amministrazione, per chiedere spiegazioni. 

"Vede, Luomoqualunque, con lo scarto delle detrazioni il prelievo fiscale è maggiore, perciò quello che viene tagliato dal netto è l'aggiunta del totale che lei deve corrispondere allo Stato".

Il signor Luomoqualunque fece presente che la sua retribuzione netta era già stata tassata a causa del prelievo relativo all'anno fiscale precedente, e che per lui anche quel 10% era una grande perdita nel budget per le spese vive.

"Sa Luomoqualunque, noi di lamentele ne abbiamo tutti i giorni, ma il fatto è che bisogna fare tutti dei sacrifici oggi. L'azienda anche li fa, ma devono essere i dipendenti che fanno il primo passo."

Luomoqualunque fece presente che accettare retribuzioni sotto la soglia di povertà per il bene dell'azienda era una scelta che molti lavoratori avevano fatto già da tempo, e in fondo la pressione fiscale potesse essere regolata dal governo per agevolare chi era già in difficoltà. Specificò inoltre che per l'azienda avrebbe fatto qualsiasi cosa, e che avrebbe accettato di buon grado ogni scelta.

"Luomoqualunque, non stia sempre lì ad attaccare il governo, su. In fondo in Italia siamo fortunati, l'ha sentito ieri sera quel signore dell'opposizione che cosa diceva al ministro? Io ho visto tutto l'intervento prima di girare sul cinque che c'era lo show".

Il signor Luomoqualunque rispose che la sera prima aveva letto un libro. Poi salutò e tornò al suo lavoro.


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Sul pullman del ritorno, Luomoqualunque incontrò la signora Strostarda, che cominciò a provocarlo subito.

"E quindi, Luomoqualunque, cosa ne dice ora? Non vede come siamo tranquilli, questo governo ha fatto tutto ciò che poteva fare, lo vede? Altroché quei maledetti che continuano a fare macello per l'immondizia, a Napoli! Ma li ha sentiti? Fa bene la Digos, a manganellarli, bisognerebbe spaccargli la testa a quei quattro stronzi camorristi  che fanno le barricate perché non vogliono gli inceneritori e le discariche, bisognerebbe farla mangiare a loro l'immondizia".

Luomoqualunque rispose che fra i manifestanti c'erano anche donne e bambini, e che la discarica pareva fosse stata mal realizzata tanto da far filtrare dei liquami frutto della putrefazione nelle falde acquifere, rischiando di avvelenare le popolazioni del vesuviano.

La signora Strostarda però non lo ascoltò, e ricominciò: "Ma cosa dice, Luomoqualunque, queste sono palle che si inventano quei porci dei giornalisti, non vede che sono i giudici il vero cancro del paese? Io per dire, sono convinta che facciano bene a fargli lo scudo, al Presidente, lo stanno perseguitando. E in fondo anche agli altri fa comodo, li vede come sono? Quelli sì che sono con la coscienza sporca."

Luomoqualunque disse che il suo discorso non voleva difendere quella parte politica o l'altra, ma nuovamente la signora Strostarda lo interruppe.

"Lei è un qualunquista, lo sapevo. Come tutti quelli che non sanno fare altro che attaccare senza proporre. Gente che sa solo odiare, gente che non sa ascoltare..."

La signora continuò fino a che non scese dal pullman senza sosta e senza lasciar spazio di replica: quando arrivò alla sua fermata, salutò Luomoqualunque con un enorme sorriso e consigliandogli di smettere di leggere porcate di sinistra.

Il signor Luomoqualunque ringraziò per il consiglio e la salutò.

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La sera, mentre cucinava, il signor Luomoqualunque sentì al telegiornale che un tal signore Massanellafolla aveva cercato di colpire con un pugno un parlamentare italiano, davanti a Montecitorio. Durante l'interrogatorio, avvenuto subito dopo l'arresto tempestivo, confessò agli inquirenti che voleva punire "quelli che quest'anno non sono riusciti a fare altro che dieci leggi, pagati più di 12000 euro al mese, mentre io sono in cassaintegrazione".

Il tg aveva anche riportato una voce non confermata, che spiegava come il signor Massanellafolla fosse stato tradotto nell'ospedale militare per profonde ferite al capo e piantonato a vista dalla polizia penitenziaria.


Luomoqualunque rimase ad ascoltare il politico che commentò il fatto, che esprimeva solidarietà al cassaintegrato ma che ne criticava i modi, sostenendo che la colpa fosse di quel qualunquismo dilagante che rendeva potenzialmente pericoloso ogni elettore, minando la saldezza delle istituzioni e l'immagine che esse avevano nei confronti dell'opinione pubblica.

Poi, mentre mangiava, Luomoqualunque seguì un dibattito su come il Parlamento stesse licenziando una riforma della giustizia limitativa per i giudizi, due servizi televisivi sulla negazione a due richieste d'arresto da parte dei giudici per un ex ministro e un sottosegretario da parte della Camera e la bocciatura di una proposta di legge che eliminava il vitalizio agli ex parlamentari, oltre che uno speciale sul turismo macabro in un piccolo comune del sud Italia per vedere dove era stata strangolata un'adolescente.

Quando finì di mangiare, Luomoqualunque fece un po' di zapping, ma non trovò molto di interessante, quindi spense la TV.

Mentre lavava i piatti, Luomoqualunque ripensò agli incubi della notte prima, ricorrenti e fastidiosi. A quelle voci che lo accusavano di non capire, di esser stato manovrato dai giornalisti deviati e che erano tutte fandonie, e che stavano tutti bene, compreso lui. Sentiva rimbombare quelle parole nelle orecchie mentre, nel silenzio del suo tinello, leggeva una per una le bollette che gli erano state recapitate dal postino, faceva i conti, e constatava che gli mancano 8 euro per pagare tutte le imposte e le tasse.


Fu così che Luomoqualunque, posate le bollette e i tagliandi, si tolse i vestiti, si mise il pigiama, ingurgitò 120 pillole di sonnifero e si sdraiò sul letto. 

3 commenti:

Saxifraga Florulenta ha detto...

tragicamente bello.

la rochelle ha detto...

e finì per diventare un suicida qualunque... bellissimo bro!

fRa ha detto...

Io vi ringrazio per i complimenti.