martedì, novembre 09, 2010

Il senso di famiglia - Life in Technicolor part 133

L'altro giorno ho scritto una lettera per i 60 anni di mio zio. Non sapevo bene come dire le cose che pensavo, così ho scelto di scrivergli le cose come le avevo viste fino a quel momento.
E, immancabili, sono riemersi molti ricordi.

Quella lettera gliel'ho letta e lui ha apprezzato, così come tutti quelli che erano con lui, cioè i miei parenti.

È strano, ho pensato. I ricordi commuovono.

Questa non è una novità, voi direte. No, non lo è. La novità è che per la prima volta, non so il perché, ho percepito nell'unità che ha seguito quella lettera cosa fosse la "famiglia".

Ok, io non sono il ministro Sacconi, o un oratore al forum ecclesiale sull'agglomerato famigliare, quindi non sono un esperto.
Però mi fermo a pensare: cosa è, la famiglia?

È quel senso di soddisfazione che ti prende vicino ai tuoi congiunti? È il ritrovarsi davanti al desco con altre persone che si legano a te a causa dell'essere consanguinei? È il dovere rispetto a prescindere? 
Non credo sia niente di tutto questo. In fondo, io a molti miei consanguinei sto sui coglioni e viceversa. Talvolta non hanno fatto mistero di farmelo presente, ultimamente ho preso la buona abitudine di rispondere per le rime. A chi invece fa finta, sto cominciando a far presente che la pantomima del volersi bene possono ficcarsela nel culo perché tanto è uguale e a me piacciono i rapporti sinceri, ma tant'è. Alcuni continuano a gingillarsi facendo finta che la famiglia sia un teatro e i rapporti umani una recita.

No, il senso di famiglia è altra cosa. Il senso di famiglia è quello che ti prende quando sai che c'è genuinità. Quando niente è finto, quando nulla è costruito, quando quelle persone stanno lì a prescindere. Un po' come gli amici, ma non solo. Un po' come il motociclista sulla moto, che dopo un po' che va avanti non si rende conto d'avere il casco. Ecco: il casco che non sai più d'avere, ma che se cadi ti può salvare la vita.

Credo che il senso di famiglia sia proprio quella sensazione di tranquillità che ti viene quando percepisci che puoi anche cadere e qualcuno ti prenderà al volo. Un senso che nessuno ti può fare senza sincerità, e che nessuno può millantare con mille gentilezze ma anche mille ipocrisie. 

Il senso di famiglia vince sempre. Vorrei scrivere una ricetta per imparare a cucinarla a mio, vostro, uso e consumo, ma non è come quella per essere amici. Perché più che un'ottima pietanza, questa roba qui è più simile a un bel pezzo assemblato in catena di montaggio. 

Ed è noto, io cucino ma non sono un industriale. 

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