lunedì, dicembre 27, 2010

29, conseguiti sul campo - Life in Technicolor part 139

No, non avrò la sfrontatezza di paragonarmi alla Juve. Perché la Juventus è un'altra cosa, un'altra dimensione, e poi le persone non possono essere squadre di calcio.

Però la Vita, quella sì che è come una partita di calcio. Come fosse un lungo periodo di 90 minuti, anche se al posto dei minuti ci puoi mettere i secondi, le settimane, gli anni.

O come un lungo campionato, fatto di tante giornate, big match, sconfitte impreviste per cali di concentrazione, gesta eroiche come il tacco di Ibrahimovic contro la Lazio nel suo periodo di permanenza con la squadraccia dei diversamente onesti: volteggiò potente e leggiadro lo svedese, gettando le basi per l'eroico periodo che avvolse quello squadrone, come quando in una Vita si sceglie di cambiare repentinamente strade.

Gesta discutibili, come il calcio di Totti a Balotelli in una finale di coppa Italia, quello simpatico che fa la pubblicità alla Vodafone dicendo: "DonneèarrivatoFranceschino", viene indicato ancora oggi come un modello per i bambini ma intanto sputa a Poulsen che già si sputa addosso di suo perché non è forte come Felipe Melo.

Gesta gentili e commoventi, come il pianto di Del Piero nel 2001 dopo il goal al Bari dedicato al papà, o il salto imperioso di Materazzi ai mondiali (che è un campionato più breve), quello del goal in finale, con braccia tese verso l'alto per la mamma: in quel momento ho fatto voto di non insultarlo mai più, Materazzi.

Il campionato della Vita conta giornate in cui sei settimo in classifica e il mercato ti dava come vittorioso, o almeno da zona Champions. Il campionato della Vita a volte è come il campionato del Chievo 2001 2002, sei dato per spacciato all'inizio, sei in prima posizione a novembre, e alla fine arrivi in zona Uefa, ma per un po' hai sognato.

La mia Vita è stata, e spero sarà ancora a lungo, come un campionato di quelle squadre gladatorie, senza sfronzoli né solisti, squadre basate sul collettivo e sulla voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo anche contro il Real Madrid delle fighette, quelle dei Milito o dei Sissoko che non hanno paura di guardare negli occhi anche il Kakà di turno. Un campionato fatto da una squadra che trova la sintesi non nel doppio passo di un Cristiano Ronaldo ma nella potenza del tiro di Rooney, non nella spocchia di un Cassano ma nell'umiltà di un campione sempre eterno come Del Piero o come Zanetti.

Lungo le giornate sintetizzate ogni notte nella personale puntata della Domenica Sportiva o di Controcampo che ognuno di noi si fa prima di riaddormentarsi, dove il Mughini o il Salvatore Bagni di turno sono quelle voci che canticchiano in un loop senza fine i rimorsi, i propositi, mentre le moviole sono i ricordi che ci si appresta a non dimenticare mai.

Fischio d'inizio, sei nato. E ogni volta che raggiungi un traguardo, ecco una coppa che metti in bacheca. Come uno spogliatoio che non deve mai perdere la voglia di vincere, che non deve mai dimenticare che dopo il triplice fischio arriverà una nuova settimana e ci sarà un'altra partita da giocare, altri undici avversari più tre sostituzioni, un'altra battaglia su un rettangolo verde.

Oggi faccio 29 anni e aprendo gli occhi ho pensato subito alla mia Juventus, all'ingiustizia di quei due scudetti tolti a quella che era la squadra indiscutibilmente più forte, con i suoi undici campioni sintetizzati alla perfezione da quella furia che era Pavel Nedved.

Ho pensato che a me 2 anni non potrà togliermeli nessuno, anche se un giorno potrebbe arrivare una corte federale e spedirmi ingiustamente in serie B io so che le mie vittorie le ho conseguite tutte sul campo. Come la Juve, quei 29 me li porto tutti addosso, con orgoglio, consapevole che a volte ho vinto più per volontà che non per talento, come fosse un altro 5 maggio 2002, altre volte perché veramente ero il più bravo, altre volte ho perso senza meritarlo, come le fottute bastarde finali di Champions perse sempre contro avversari inferiori.

Oggi è il mio compleanno, guardo quel numero, nel mirino ho già i 30 e la terza stella, e nei prossimi 5 anni la Coppa Campioni. Intanto, grazie a tutti per gli auguri.

Nessun commento: