lunedì, gennaio 31, 2011

Non saprei che dire - Life in technicolor part 143



La solitudine fa paura per partito preso. Forse solo perché intorno a te senti il vuoto e hai paura che qualcuno ti spunti da dietro le spalle, a farti del male.

Che poi che significa farti del male? Ho conosciuto talmente tante persone cattive solo per il gusto di esserlo che ancora oggi mi chiedo che significhi farti del male.

Vuol dire fare il falso. Vuol dire fare l'indifferente. Vuol dire schiacciarti con un piede la testa. Vuol dire talvolta smollarti senza porti domande, sia tu amico o fidanzato, o genero o cognato. Vuol dire chiederti soldi, anche se non ne hai, sapendo che sarà una richiesta che procurerà solo dolore. Vuol dire ignorarti, non considerarti, sparare fra la folla dei tuoi sentimenti e usare brutte parole per guardarti negli occhi.

Ecco, tutto questo è fare del male, messo in riga da un elenco di cose che non vorresti mai dire, in una sera in cui hai voglia, tu tu che leggi, di fare l'amore e di bere e di sbragarti poi su una spiaggia assolata, poi di parlare e sentire che stai edificando, poi mandare a 'fanculo quest'Italia di merda e non sentirti qualunquista, scrivere tu la parola "fine" alla storia più bella che puoi trovare fra le vie sporche della città, fra la gente di un colore diverso seduta di fianco a te sul pullman, gente che prenderesti a manganellate solo perché la trovi diversa poi gli guardi gli occhi e sì, li riscopri uguali ai tuoi.

Sono forti gli occhi, parlano per te. Come i sorrisi, non rinunciano a ricordarti che un uomo è un uomo e basta. I bimbi sorridono tutti uguali, il problema è che oggi la gente non si ricorda neanche che per un certo periodo della vita si è bimbi.

Fare del male, rimane sospeso il concetto? Certo che sì, io lo lascio sospeso in una notte in cui elenco immagini, sensi, penso alla cattiveria, non so perché penso alla cattiveria, penso che la cattiveria ti torna indietro, in un modo o nell'altro essere cattivi è la maledizione che ritorna, volente o nolente, torna il male che fai perché non c'è causa sufficiente per mancare rispetto al mondo e a chi lo abita.

Dice una voce che sento da tempo, che il Male è solo una forma d'espressione, si è cattivi perché è un modo per ritagliarsi lo spazio d'urlare disperazione, io non so sia così, io so che c'è senso ad essere buoni e non cattivi. Poi c'è gente cattiva, gente che ritrai nella migliore delle pose, poi diventa solo pasta per i tuoi incubi.

Io so che c'è tanta di quella cattiveria che la posso respirare, mi infastidisce, vorrei stare tutta la vita in un posto dove si respiri solo aria pura, e dove fumare non faccia male, e dove ci sia spazio anche per essere cattivi senza esserlo.

Poi però mi sveglio, stasera non saprei bene cosa dire di diverso, se non mettere in fila un elenco di parole, queste che hai appena letto, che sono il frutto di me, seduto alla mia poltrona, da solo, che non so far altro che pensare che essere da soli è difficile.

Stasera sono da solo, è solo questa la cosa difficile da accettare.



4 commenti:

puntoepasta ha detto...

Se quando non sai che dire scrivi post così belli...spero che tu sia sempre senza parole! Posso capire quanto è brutto essere soli. Mi ci ritrovo spesso. Ma chi sta bene con se stesso, non è mai da solo ;)

fRa ha detto...

Grazie per i complimenti, puntoepasta.

Essere soli qui è figurato, il concetto è ampio. Non so se l'ho reso, in realtà.

puntoepasta ha detto...

Che tipo di solitudine intendi?

fRa ha detto...

Si dunque, è complesso.

Cioè, solitudine non significa star sempre soli, o meglio: non significa solo essere da soli.
Io per dire trovo che essere soli sia anche stare nel mondo e percepire le cose in maniera soggettiva individuale: cosa peraltro che non si può cambiare, essendo una persona unica.

E se questa soggettività si riversa, per dire, sul concetto di tempo, su come passa il tempo, su come lo si vive, allora ci si sente il doppio, soli.

Ecco, questo è un esempio. Però appunto, ieri sera ho cercato di riversare tutta questa complessità in poche righe, senza farcela presumo, ma tant'è.

Sono anni che cerco di capirla, questa cosa qui.