martedì, febbraio 15, 2011

Cosa ti aspetti dagli amici - Life in Technicolor part 144

Il 25 ottobre scorso ho scritto quella che secondo me è la ricetta per essere amici.

Ho elencato una serie di cose che bisogna cercare di mettere a disposizione degli altri, a seconda delle necessità caratteriale, per provare ad edificare un rapporto vero e duraturo. 

In questo periodo ho assistito per l'ennesima volta, le donne mi perdoneranno per lo schifosissimo approccio metaforico, al consueto riproporsi di amicizie mestruate.

Quelle persone che per mesi ti trattano da amico, poi magari ti fanno anche la paternale, poi all'improvviso spariscono per mesi e non si fanno più sentire e magari ti imputano la più piccola piccolezza mentre loro si comportano come, detto in francese, degli emeriti stronzi, dicendoti pure palle colossali e usando i più beceri trucchetti adolescenziali per i più disparati motivi.
Ecco. Pensavo alla sintomatologia dell'amico mestruato e non so bene come prendere questa tipologia di personaggi. In fondo, mi dico, non sono semplicemente amici, sono persone che nonostante vadano in chiesa, non esitano a continuare ad elemosinare prediche, magari si lanciano in vituperati comizi contro il mondo avaro di sentimenti e di correttezza, poi se ne fottono di quello che dicono e di fatto usano il tuo essere per, semplicemente, abbellirsi di fronte al loro ipotetico specchio, senza paura di trattare te o altri come pezze da piedi. Ah dimenticavo: ti chiedono solo che fai per sapere i cazzi tuoi.
Brutalmente parlando, a me interessa poco incazzarmi per cose così come facevo quando avevo vent'anni. Certo, mi fa ancora incazzare, ma sto imparando a fottermene allegramente. In fondo il mondo, se ci pensate, è pieno di amici mestruati, d'altronde è difficile mettere quegli ingredienti che ho provato ad elencare nel mio post in ogni rapporto, io cerco e molte volte eccedo fino a sbagliare le dosi, però cazzo, ancora riesco a non essere un amico mestruato. 

Magari scazzo, certo. Mi scogliono, mando a fanculo. Poi però ci si parla. Ci si chiarisce. Anche duramente, ovviamente. E se ci si sente di dirsi che non è cosa, ce lo si dice.

Quindi niente, oggi ripensavo a una coppia di amici mestruati che ho, e che nonostante io li osservi anche con molto affetto, non capisco perché debbano essere mestruati con me. Cioè, mi dico: lo so perfettamente da me che ho una colonia di gente che mi parla alle spalle semplicemente perché sono un cattolico atipico e perché tipicamente una parrocchia è più simile al Parlamento che a una culla di civiltà. E so perfettamente che ho lasciato strali di invidie fra molti conoscenti perché io ho fatto in determinati campi e loro no. E conosco molti che hanno goduto dei miei innumerevoli fallimenti per evidente latitanza di altri piaceri più consoni.

Però quei due, cazzo, quei due non li capisco proprio.

E allora, mi dicevo: io dai miei amici mi aspetto solo che siano sempre sinceri. Addirittura, tempo fa, ho dedicato ad alcuni dei migliori un post, un altro, proprio perché loro non hanno mai tradito quella fiducia che ripongo in loro.

Pensate a questa foto che ho scelto per il post. Me l'ha fatta un amico che è superparanoico più di me talvolta, eppure tenta, ci prova a fare qualcosa di bello, e ci prova a volermi bene come chiedo io, e io lo apprezzo per questo e faccio altrettanto con lui.
 
Sarà che con lui non poi tanto difficile, nonostante tutto, essere amici.

Sarà. Però io quei due non li capisco proprio, e presumo non li capirò mai.

4 commenti:

puntoepasta ha detto...

Tocchi un tasto dolente con questo post. Credo che nessuno riesca a capire perché alcuni si comportino così. E tutti abbiamo preso almeno una volta un abbaglio. Però l'importante è essere stati noi sinceri ed onesti con loro, anche se poi si viene trattati a pesci in faccia. Almeno noi la coscienza a posto ce l'abbiamo. No?

fRa ha detto...

Sai che mi aspettavo commentassi il post precedente? Se non altro perché questo è uno sfogo e l'altro un post serio, a cui sento di voler più bene.

E la coscienza, di fatto... E' vero, averla pulita è un qualcosa che rassicura. Però non so se basti, talvolta, a farci sentire meglio nel pensare a quella tipologia di persone.

puntoepasta ha detto...

Il post precedente è troppo bello e profondo per rovinarlo con un commento. Tutto quello che hai scritto l'ho vissuto tante volte, ma solo nella mia immaginazione. Forse è perché temo che nessuno mai si sia innamorato di me, e chi l'ha fatto non ha avuto il coraggio di sfidare la vita per amore. Quindi forse il suo era solo un amore parziale. Non so. Ho smesso di trovare una ragione di cose che forse una ragione non ce l'hanno.

fRa ha detto...

Beh, scrivere per persone che riescono a rivedersi dentro (a ciò che scrivo) è già un grande successo.