lunedì, aprile 04, 2011

Occhi chiusi - Life in Technicolor part 151



Che uno possa dormire è una cosa scontata. Che uno possa dimenticare, una cosa impossibile.

Non si dimentica mai, sia le cose belle che le cose brutte. Non si dimenticano mai le allusioni, non si dimenticano mai le scopate, non si dimenticano mai i rancori, non si dimenticano le minacce, non si dimenticano i pensieri, gli insulti, i desideri, non si dimenticano gli ingredienti della ricetta preferita, mentre si dimentica quasi sempre il nome del detersivo preferito, non si dimentica il credito, si tende a dimenticare il debito, si dimentica il buono, non si scorda il cattivo, si bilancia sempre a favore del non detto, ciò che invece viene solo pensato.

Fra il saluto non concesso e quello sottolineato da un gesto della mano, vince sempre il primo. Fra uno sguardo indifferente e un sorriso, vince sempre il primo.
Fra una persona cattiva e una buona, vince sempre la prima.

Poi però si va a dormire. Ci si sdraia, si allungano le braccia, magari si incrociano le gambe, non si sta attenti, si dorme e basta. Gli occhi rimangono chiusi, anche sforzati, mentre dormi non hai bisogno di vigilare, è l'unico momento della vita in cui non devi star lì a controllare cosa succede perché per definizione, in quel momento, non si deve controllare niente altrimenti non si dorme, si sta solo con gli occhi chiusi.

Mentre dormi non ricordi. Magari fai gli incubi, ma non ricordi. 

Non ricordi il passato, semmai lo riformuli in tante associazioni diverse, immagini, suoni, immobili e rallentate, senza segno. Fai bei sogni, o magari né fai di brutti. Fai sogni ingiusti, o magari la semplice cosa migliore, per te, per tutti.

Ma non ricordi. Lì non c'è spazio per ripensare, c'è spazio per rivivere, o per vivere e basta.

Sotto il buio, negli occhi senza riferimenti, uno spazio nuovo senza il male e senza il bene, con una volontà, un segno opposto alla giustizia e alla sfortuna, senza cattiveria, senza dolore. 

Nessun commento: